Buongiorno Esseri di Luce, vogliamo ora dare seguito alle informazioni preliminari fornite nella prima parte.

Ripetiamo innanzitutto che lo Yod è formato da una base-sestile, e da due aspetti, indicati con le linee verdi, che sono l’essenza stessa dell’evoluzione spirituale; sono aspetti che si formano tra corpi celesti distanti tra loro cinque segni zodiacali, cioè 150° (con un’orbita molto stretta, al massimo un grado). Il nome di questo aspetto è quinconce, ovvero cinque once o cinque dodicesimi (è evidente il rapporto tra il numero 5 e il numero 12), ma possiamo anche indicarlo con il termine di disgiunzione.
Lo Yod si presenta come una successione di due quinconce; abbiamo il vertice alto del triangolo, che è il punto di partenza e nello stesso tempo di arrivo, e che potremmo indicare come la questione da risolvere, ma per farlo è necessario muoversi lungo le tratte di questa figura in senso antiorario (quinconce-sestile-quinconce).
Il primo quinconce, nell’esempio in questo articolo, esprime il rapporto tra Ariete e Vergine, il Fuoco impetuoso e primordiale in tensione con la profondità della Terra, all’interno della quale giace la risposta; al primo quinconce diamo il nome di Energia Correttiva. Il sestile mette in armonia l’energia entrante, che necessita di essere rielaborata, con l’energia uscente, di risalita verso l’alto. Il secondo quinconce esprime il rapporto tra Scorpione e Ariete, relazionando l’Acqua, come terreno di prova, con il Fuoco della rinascita; al secondo quinconce diamo il nome di Energia Rigenerativa.
Il legame con la Ruota della Vita diventa evidente nel momento in cui osserviamo i personaggi presenti nella carta; i due che girano vorticosamente nella ruota sono Mercurio (il Mago bianco) e Saturno (il Mago nero), i quali cercano di ottenere una posizione predominante l’uno sull’altro; ma poiché la Ruota della vita è governata da Urano, espressione di trasformazione, rivoluzione e continuo cambiamento, non esistono veramente un sopra e un sotto ben distinti, all’interno della ruota, nessun posto privilegiato e sicuro, esiste al suo posto un eterno avvicendarsi degli opposti (luce-ombra, amore-odio, maschile-femminile, positivo-negativo, ecc.).
L’unico punto fermo della figura è il centro della ruota, il quale giace anche sull’asse verticale, che ci connette con la terza figura, quella superiore, una specie di Sfinge. A tal proposito evidenziamo che una volta i segni zodiacali erano dieci; l’umanità non era ancora in grado di rispondere, in maniera significativa, alle energie di due costellazioni in particolare, ovvero la Vergine e i Pesci. Quest’ultima costellazione era fusa (e con-fusa) con l’Ariete, in un segno zodiacale che aveva per simbolo un pesce con le corna, mentre per quanto riguarda la Vergine era ancora indissolubilmente legata al Leone, in una figura enigmatica che ritroviamo ora nella Ruota della Vita, ovvero la Sfinge!
Detto questo, comprendiamo l’enorme spinta evolutiva che potremmo ricevere dal superamento di tutte le dualità, le contraddizioni e le incongruenze presenti nella nostra sfera interiore. Questo ci riporta alle affermazioni fatte nella prima parte; solo come Anima o solo come personalità, non possiamo procedere, ma possiamo avere solo l’illusione di farlo, mentre invece stiamo girando in tondo senza rendercene conto.
Solo se riusciamo nell’impresa di trasformare il caos in ordine, Anima sul Sentiero, possiamo andare oltre le nebbie dell’Illusione, e per farlo dobbiamo prendere in esame ogni piccolo dettaglio, evitando la superficialità.
A presto e buona vita!