Buongiorno Esseri di Luce, introduciamo con questo articolo una tematica legata a un corpo celeste scoperto recentemente, il 5 gennaio 2005. Eris indica il nome del secondo pianeta nano, per diametro medio, del sistema solare dopo Plutone, rispetto al quale ha però una massa del 27% superiore. Ha un’orbita molto eccentrica, che lo porta ad una distanza minima dal Sole doppia, rispetto a Plutone, così come è doppio anche il periodo di rivoluzione, circa 557 anni contro 248.

Eris, che in greco antico significa “sfida, conflitto, lite, contesa”, è la Dea della Discordia, una Dea spietata, animatrice dei conflitti e delle guerre tra gli uomini, delle quali gode, seminando odio fra gli uomini e acuendone le sofferenze; possiamo affermare senza ombra di dubbio che possiede caratteristiche simili alla sua controparte maschile, ovvero Marte, il Dio della Guerra. Esiodo rammenta comunque come la Dea abbia, oltre a quella violenta, anche un’altra natura, che se compresa può essere d’aiuto ai mortali: quando si presenta nella forma della competizione, Eris è di stimolo agli uomini, spingendoli a superare i propri limiti e permettendo loro di conseguire risultati che la loro innata pigrizia renderebbe altrimenti irraggiungibili.
E’ considerata una protettrice dell’umanità, infatti permette ad ogni essere umano di intraprendere una battaglia per salvare se stesso dopo la morte; nei Vangeli figura una tematica simile, in Luca 16:16: “La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del Regno di Dio, ed ognuno v’entra a forza”. Lungi da noi l’idea di discutere di teologia, l’interpretazione più corretta per i nostri scopi è la seguente: il Regno è annunciato, quindi tutti devono sforzarsi per entrarvi, e non, al contrario, “usare la forza per entrare”; questo è il tema specifico di Eris!
L’episodio più significativo a cui la Dea è legata è quello della mela della discordia: furiosa per l’esclusione dal banchetto nuziale di Peleo e Teti, Eris sceglie una via subdola, per compiere la sua vendetta. Giunta sul luogo in cui si teneva il banchetto, fece rotolare una mela d’oro, dichiarando che era destinata “alla più bella” fra le divine convitate. La disputa che sorse fra Giunone, Pallade e Venere per l’assegnazione del frutto e del relativo titolo, condusse al giudizio di Paride e, in seguito, al ratto di Elena, che originò la guerra di Troia. Inizialmente la scelta spettava a Giove, ma egli non voleva scegliere, perché avrebbe scatenato le ire delle Dee “perdenti”; decise quindi di affidare il compito ad un mortale e scelse Paride, perché il giovane si era dimostrato abile e giusto nel giudicare.
Pallade, Dea guerriera e simbolo di Intuizione gli promise l’imbattibilità, Giunone, la moglie di Giove invece la ricchezza, mentre Venere la donna più bella, che ai quei tempi era Elena, moglie di Menelao, re di Sparta. Paride scelse Venere. Possiamo vedere riassunte nelle tre Dee le componenti della personalità: Pallade è l’intuizione della mente, Giunone è la ricchezza del cuore, mentre Venere in questo caso rappresenta l’attaccamento alla forma fisica e alle sue tentazioni…
Vogliamo focalizzare la nostra attenzione sulla mela, oggetto del contendersi delle divinità femminili, e ci domandiamo: perché è così importante possedere quella mela d’oro? Il valore intrinseco del metallo prezioso non è tale da giustificare una disputa così feroce, ci deve essere qualcosa di più rilevante; cosa rappresenta veramente la mela d’oro? Giunone, Venere e Pallade, tre divinità, nonché tre corpi celesti che inseriamo nello studio del nostro tema natale, sono pronte a fare carte false e ad offrire qualsiasi cosa in loro possesso per ottenere questa mela; allora, cos’ha di così portentoso, qual è l’aspetto nascosto che non riusciamo a cogliere immediatamente?
Cosa si nasconde dietro al simbolo esteriore della mela d’oro? La risposta è l’AUTOSTIMA! Se le divinità femminili, che in realtà indicano funzioni psicologiche e emotive dentro ogni essere umano, fossero sicure di sé, perfettamente centrate, non avrebbero alcun bisogno di rincorrere questo riconoscimento esterno; poco importa se si tratta di una mela, come in questo racconto mitologico, oppure di un complimento o di un premio, di un attestato di stima, nella nostra vita quotidiana. La verità è che noi cerchiamo risposte e conferme nel mondo circostante, ma non è lì che le troveremo, o meglio, possiamo anche trovarle, ma solo come conseguenza di un nostro perfetto allineamento interiore; ecco quindi che l’autostima (ovvero la precisa consapevolezza del nostro valore!) è la premessa necessariamente pre-esistente per raggiungere qualsiasi tipo di successo e realizzazione.
Se manca l’Autostima, Eris si trasforma in Discordia e ci fa “litigare con il mondo intero”, ma è l’insicurezza, la paura di non essere all’altezza delle aspettative, il senso di inadeguatezza, che ci fa diventare aggressivi. E’ un modo di funzionare molto primitivo e infantile, ma purtroppo ancora profondamente radicato nella stragrande maggioranza degli esseri umani; se non posso essere come te, allora ti devo combattere, se tu non esisti più, allora io vinco (Mors tua, vita mea!). L’invidia è l’altra faccia della medaglia rispetto all’ammirazione! Quando ammiriamo qualcuno forse dovremmo semplicemente dirglielo, stabilendo così un rapporto basato sull’Armonia (Venere) e non sul Conflitto (Marte), ma questo significherebbe mostrare al mondo una parte di sé che ha delle debolezze, e non tutti sono pronti a farlo, in una società che ci spinge a metterci l’uno contro l’altro.
In questo momento Eris, il cui simbolo è sintetizzato nella sua iniziale, contenuta all’interno di un rombo, si trova in transito nel segno dell’Ariete, in congiunzione con il Nodo Nord; è evidente perciò che il tema di Eris è di stretta attualità.

Questo articolo serve solamente a preparare il terreno per i molti aspetti che Eris formerà con gli altri pianeti, Marte e Venere naturalmente, ma anche altri, nel mese di ottobre; se ho stuzzicato la tua curiosità, Anima sul Sentiero, preparati, ne vedremo delle belle!
A presto e buona vita!