Sagittario, la sintesi dello Zodiaco (Sesta parte)

Buongiorno Esseri di Luce, in questa sesta sezione iniziamo tagliando la figura del Carro in due verticalmente.

Nella parte più bassa la linea verde passa tra la Vergine e la Bilancia, dividendo esattamente a metà le dodici strisce che rappresentano i segni zodiacali; tuttavia, questa stessa linea verde evidenzia una asimmetria nella posizione delle due figure alate, che negli articoli scorsi abbiamo associato al Discepolo.

Questo fatto non deve sorprendere, è anzi benaugurante perché sembra indicare che, nella lotta tra l’oscurità e la Luce, alla fine prevarrà quest’ultima; infatti, il Discepolo è leggermente spostato verso la Sfinge bianca, la Luce, seppur di poco, ma quella piccola asimmetria, nella realtà dei fatti, porta a grandi risultati, perché fa pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’evoluzione spirituale. Perfetto!

Nella parte alta, invece, abbiamo un’altra tematica duale, ma per poterla comprendere, come spesso avviene quando si ha a che fare con i simboli esoterici, bisogna riuscire a guardare una figura che già conosciamo, con occhi nuovi; solamente così possiamo considerare il numero romano “V I I” in una nuova modalità, nella quale la lettera “I” centrale serve solo per dividere le due realtà laterali.

Immaginiamo infatti di considerare i simboli “V” e “I”, che stanno a sinistra e a destra della “I” mediana, come espressioni di dualità e unità, perché ci vogliono due segmenti per disegnare la V e un segmento solo per disegnare la I; del resto, anche la corona del Conquistatore, viene divisa dalla linea verde, nello stesso modo, perché abbiamo due stelle a sinistra e una sola stella a destra.

In questo modo ritroviamo concetti già espressi negli articoli precedenti, come la divisione tra la personalità, immersa in un mondo duale e illusorio, dove lavorano i pianeti personali, nella parte sinistra della figura, e l’Anima, simbolo di Unità con il Divino, nella parte destra, sede dei pianeti lenti o generazionali.

Ma possiamo anche essere più specifici di così, e per farlo osserviamo le due mani del Conquistatore: entrambe stringono in pugno due “armi”; infatti, nella sua mano destra c’è una spada, simbolo di Marte, Dio della guerra, che abbiamo detto trovarsi a suo agio in questo segno zodiacale.

Nella mano sinistra, invece, è presente lo stiletto con i simboli di cui abbiamo discusso in precedenza, ma se ne prolunghiamo in verticale la punta andiamo ad incontrare un pianeta diverso, ovvero Nettuno!

Questo conferma ancora una volta la relazione tra il segno del Sagittario e il pianeta Nettuno, tra la Freccia e il Tridente, come anni fa aveva indicato anche Lisa Morpurgo.

Continuando l’analisi delle armi presenti nel Sagittario non possiamo fare a meno di ricordare che questo segno zodiacale, nell’antichità, veniva rappresentato nella sua versione integrale, ovvero di Centauro, con il corpo di cavallo, il busto di essere umano, armato di arco e frecce.

Questa descrizione lo connette direttamente agli asteroidi Centauri, che si muovono in maniera molto ellittica e “indisciplinata”, avvicinandosi a Giove, per poi allontanarsi fino all’orbita di Nettuno; Giove e Nettuno sono proprio i governatori del segno del Centauro-Sagittario, e a ben vedere questa è tutto fuorché una coincidenza!

Tra gli asteroidi appartenenti alla famiglia dei Centauri, i due esponenti più famosi sono Folo e Chirone, i cui simboli astrologici sono la diretta conseguenza del rapporto a tre, tra la dualità “V”, l’unità “I”, e la circonferenza, intesa come simbolo della coscienza di sé.

In questo discorso, che è geometrico, energetico e simbolico, rientra a pieno diritto anche Marte, e ci ritroviamo in perfetta sintonia con il Tema dei Centauri, presentato in un articolo pubblicato nel gennaio scorso; infatti, possiamo far interagire la “I”, la “V” e la circonferenza in molti modi, ma invariabilmente arriviamo a simboli astrologici noti.

Marte esprime l’energia della vita di personalità, mentre Folo, il dio della medicina e delle stelle (perciò anche dell’astrologia) è il suo equivalente sul piano spirituale.

Chirone, il guaritore ferito, è la risultante dell’interazione delle due frecce precedenti: se la nostra vita, fisica e spirituale, è pienamente espressa in entrambe le manifestazioni, allora Chirone si presenta a noi con il suo dono, ovvero la capacità di guarire gli altri esseri umani, una dote molto utile, che sarà sempre più richiesta nella nuova era.

Per arrivare a questo livello di consapevolezza e di autocoscienza naturalmente c’è un sentiero da percorrere, partendo dal prendere coscienza della propria ferita profonda, per imparare a vederla, relazionarsi con essa, senza lasciare trascinare nei meandri delle emozioni negative e dei pensieri distruttivi.

Le due lampade poste in alto, sopra alla testa del Conquistatore, sembrano essere la riproduzione simbolica, superiore, delle due Sfingi, bianca e nera; esse si raccordano perfettamente con il punto centrale più basso, riproducendo una grande “V”.

La grande “I” è presente nel mezzo, ma ora abbiamo un’informazione in più: la corona del Conquistatore ha una linea piatta orizzontale, che se prolungata, taglia in due la circonferenza, che abbiamo detto essere il Discepolo e anche la sua coscienza.

Un altro aspetto che merita di essere sottolineato è la doppia triplicità verticale della carta, che troviamo a destra e a sinistra, e che ripropone su larga scala ciò che le due Sfingi, nel loro piccolo, custodiscono tra le zampe anteriori.

Dal lato della personalità possiamo indicare i tre livelli, dall’alto verso il basso, come corpo mentale (manas inferiore), corpo astrale (o emotivo) e corpo fisico; se si intende la personalità come un triangolo, come in questo caso, si omette il corpo eterico (o vitale), mentre se la si considera come un quadrato invece bisogna tenerne conto.

La divisione triplice, vista dal lato dell’Anima, ovvero della Sfinge bianca, riguarda tre corpi sottili, così come vengono intesi nei testi di esoterismo: il corpo atmico (o spirituale), il corpo buddhico (o intuitivo), e il corpo mentale (manas superiore).

Questa seconda suddivisone, spesso indicata come la Triade Spirituale, è comunemente chiamata Atma-Buddhi-Manas, ma in questo articolo ci fermiamo alla sola definizione, perché andare in profondità ci porterebbe troppo lontano.

Tuttavia, questa configurazione è densa di significati che, se opportunamente meditati, possono portare a intuizioni molto importanti; dopo tutto, cosa sono le intuizioni se non delle vere e proprie lampadine che si accendono dentro la nostra testa quando finalmente arrivano le risposte? Meditate gente, meditate!

A presto e buona vita!

Pubblicato da leandrospino

Ciao, questo è un sito di discipline esoteriche, che spazia dall'astrologia alla geometria sacra, dai Tarocchi egiziani all'enneagramma.

Lascia un commento