Congiunzione Nettuno-Marte: umili, azione!

Buongiorno Esseri di Luce, dal 24 aprile al 5 maggio Marte è in congiunzione con Nettuno, nel segno dei Pesci.

La congiunzione precisa, con il sorpasso di Marte, avviene il 29 aprile a 29° Pesci, mentre due giorni dopo, il primo giorno di maggio, lo stesso Marte entra nel suo domicilio, ovvero il segno dell’Ariete, nel quale rimarrà fino al 9 giugno.

Dal 16 aprile l’asteroide Aletheia, la rimozione del velo dell’illusione, riprende il suo moto diretto, nel segno del Leone, e questo dovrebbe portare in superficie molte questioni e molte energie che sono state smosse negli ultimi tempi, specialmente con l’eclissi del giorno 8 aprile.

Ora, la questione più importante da comprendere è che Aletheia forma un quinconce, ovvero una disgiunzione proprio con la congiunzione tra Nettuno e Marte; allora come possiamo interpretare questo aspetto minore, ma molto intenso, alla luce del fatto che coinvolge tre corpi celesti?

Da un lato il velo dell’illusione viene rimosso, ma cosa troviamo all’altro estremo della corda? Marte e Nettuno hanno molto in comune, a cominciare dall’energia di Sesto Raggio, di Idealismo e Devozione, che ha avuto il suo picco massimo di intensità nella tramontante Età dei Pesci, e che per giunta è collegata proprio al segno zodiacale nel quale avviene questo incontro.

Nettuno, quando non lavora correttamente, porta nella nostra vita l’illusione, che è l’opposto polare dell’energia espressa da Aletheia; inoltre intensifica la dipendenza e la difficoltà ad aver accesso alla risposta che giace in profondità dentro di noi, dove il nostro inconscio personale si confonde con quello collettivo, mentre Marte, il Dio della Guerra, invece, può letteralmente portarci a scatenare il conflitto con il mondo.

In questo senso, le energie di Sesto Raggio, che da un lato, ad esempio, hanno permesso la diffusione delle religioni, necessaria per proteggere le anime appena nate, sono anche responsabili di parecchie situazioni complicate, soprattutto nei casi in cui l’Idealismo sconfina nel fondamentalismo oppure nell’estremismo ideologico, in seguito al quale ci si sente autorizzati ad intervenire nelle vicende del mondo, in nome proprio di quell’ideale ritenuto superiore, al quale è stata riservata tutta la nostra Devozione.

Potremmo anzi affermare che molte, se non tutte, le guerre che stanno devastando il pianeta oggigiorno, hanno alla base la convinzione, da parte di ogni schieramento, di essere nel giusto, di perseguire cioè l’ideale più elevato, ma questo atteggiamento non lascia alcuno spazio alla diplomazia ed è pertanto estremamente pericoloso.

Inoltre, se osserviamo le carte dei Tarocchi egiziani, relative proprio a Nettuno e a Marte, possiamo fare qualche considerazione in più.

L’arcano n°11 si chiama la Maga e il suo significato è la forza, la potenza spirituale, ovvero la capacità di tenere a bada la più feroce delle belve, il Leone; e proprio nel segno del Leone sta transitando Aletheia, quindi aspettiamoci risposte.

L’arcano n°16 invece si chiama il Fulmine, ed essendo legato a Marte rappresenta anche gli incidenti e le catastrofi; è sufficiente vedere la relativa figura per comprendere che basta veramente un lampo per ritrovarsi rovesciati.

Il significato esoterico di queste carte è molto più complesso e articolato di questa semplice spiegazione, ma per la nostra analisi è sufficiente domandarci: allora come dovremmo comportarci in questo periodo?

Qualcuno potrebbe pensare che l’atteggiamento più corretto da adottare sia quello di rimanere umili, ma qui sorge un interrogativo: cosa significa veramente essere umili?

Questo termine deriva dal latino humi (vicini a terra) che a sua volta deriva da humus (terra), quindi esiste un nesso con la terra, una potenza primitiva che non si può trattare con arroganza e superbia.

Il termine Superbia (super-bios, crescere sopra) è un’energia che vorrebbe sminuire il forte legame dell’essere umano con la terra da cui deriva; il termine “umile” può essere riferito anche alla persona non orgogliosa di sé e dei propri meriti, quindi priva proprio di superbia, e in questo caso è sinonimo di persona modesta.

Può anche significare rispettoso, e in questa accezione va bene, ma anche sottomesso, se pensiamo al modo di dire “dimostrarsi umile con il padrone”, il quale è riferito ad un atteggiamento che denota umiltà, è vero, ma anche sottomissione e rassegnazione; in questo secondo caso, “umile” è sinonimo di dimesso, con lo sguardo arrendevole, oppure può significare misero e infelice, come colui o colei che svolge i lavori più umili.

Per estensione, ma in senso figurato, si può riferire anche ad un individuo che può accettare, che sa anche accogliere persone con meno “importanza”; in questo caso la sua umiltà è la splendida dote di riuscire a relazionarsi con tutto il pianeta Terra.

Questo è importante come atteggiamento preparatorio per il momento in cui saremo chiamati al cospetto di Dio, e lì saremo trattati in maniera giusta ed equilibrata, ovvero proporzionata alla nostra vera e profonda umiltà; tuttavia conciliare nella stessa frase il concetto di Ascendere e essere umili sembra un controsenso.

Come è possibile salire rimanendo a terra? Per chi è incosciente e non ha ancora risolto i propri conflitti interiori, rendere umili gli altri (umili-arli) è solamente un altro espediente per nutrire la propria stima, in verità molto scarsa; alla base di questo comportamento antisociale esiste un complesso di inferiorità o più semplicemente un senso di inadeguatezza, derivante dalla paura di prendersi la responsabilità della propria vita e delle decisioni difficili e complesse che essa comporta.

Allora la congiunzione Nettuno-Marte (la Forza e il Fulmine) ci chiede davvero di essere umili? Io credo che bisogna essere umili solamente in una situazione, e precisamente quando ci si rivolge al Padre Celeste, in preghiera o in meditazione, nel silenzio della propria stanza interiore, perché rispetto a Dio Padre che sta nei Cieli, siamo a tutti gli effetti “vicini alla terra”, quindi umili (Humus), in tutti i sensi.

Ma nel momento in cui infuria la battaglia spirituale, per il Guerriero della Luce, che ha già operato dentro di sé il risveglio di coscienza, e capisce perfettamente a cosa mi riferisco, l’umiltà è un lusso che non ci si può concedere; in questo caso parlo dell’umiltà molto in sintonia con la codardia, con l’atteggiamento umile e dimesso, che è solamente un pretesto per restarsene comodamente in disparte.

Anima risvegliata, sicuramente sei consapevole che il tempo della battaglia è giunto, e che nascondersi adesso non è l’atteggiamento spirituale più appropriato; ti sei preparata a lungo per essere presente in questi “ultimi tempi” (éschatos) , nei quali la Rivelazione si sta per manifestare in tutto il suo splendore. Unisciti agli altri tuoi fratelli, umili di fronte a Dio, ma coraggiosi e con un cuore puro, e stai pronta per entrare in azione!

A presto e buona vita!

Pubblicato da leandrospino

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