Il Mercurio Filosofico

Buongiorno Esseri di luce, Mercurio è in transito nei primi gradi del segno del Leone.

Mercurio dal 26 giugno al 5 luglio è in congiunzione con Philosophia, un asteroide della Fascia principale scoperto nel 1882; questo aspetto ci porta a parlare della loro relazione intima, che si esprime nel cosiddetto Mercurio Filosofico.

Il mercurio, inteso come metallo, in alchimia era ritenuto, insieme allo zolfo, l’elemento primordiale dal quale veniva formato ogni altro metallo, perché si riteneva che contenesse in sé tutti i diversi attributi e le diverse qualità della materia.

Il mercurio era noto sin da tempi antichi in Cina, in India e nell’Antico Egitto; in Oriente si riteneva che prolungasse la vita e aiutasse a conservare la buona salute; in particolare, la parola indù per “alchimia” è “rasavatam” che significa letteralmente “la via del mercurio”, e anche gli antichi greci e romani ne conoscevano le proprietà.

Il simbolo chimico attuale del mercurio è Hg, che deriva dalla parola “hydrargyrum”, composta dai termini corrispondenti ad “acqua” e “argento”, per via del suo aspetto allo stesso tempo liquido e metallico, e anche in lingua inglese viene chiamato “quick silver”, ovvero argento rapido.

Per questa sua caratteristica di riunire in sé proprietà antitetiche, di metallo pesante, ma anche liquido e volatile, è sempre stato associato al dio Mercurio, il messaggero degli dèi, che è in grado di muoversi, dall’Olimpo, l’aereo regno di Giove, ai regni marini di Nettuno e sotterranei di Plutone, ed è associato anche al relativo pianeta.

Il simbolo di Mercurio riunisce in sé gli ideogrammi della Luna, del Sole e della Terra, che sono rispettivamente la falce o mezzaluna, il cerchio e la croce; questi tre simboli sono una sintesi armonica dei tre archetipi fondamentali dell’astrologia, con i quali si creano i simboli di tutti gli altri pianeti.

La falce della luna si trova in cima, per esprimere il predominio dell’aspetto femminile, vitale e fecondo; il cerchio, ovvero il simbolo del sole, che si trova nel mezzo, invece, rappresenta lo spirito maschile, ossia la capacità di conferire all’anima un’individualità e una coscienza, mentre la croce, che per definizione è il simbolo della materia, costituisce il substrato materiale.

In quanto veicolo di collegamento fra il Cielo e la Terra, ovvero tra Dio e il genere umano, il mercurio era assimilato anche all’etere filosofico, ed ecco spiegata la notevole importanza del transito di congiunzione di Mercurio e Philosophia.

L’etere filosofico è la sostanza con cui si riteneva intessuta l’Anima del mondo, che permeava l’intero universo, quella sostanza che secondo l’esoterismo costituisce il tessuto eterico; questo etere veniva pertanto chiamato anche “azoto”, in cui, oltre a diverse etimologie, si può individuare un acronimo cabbalistico di quattro lettere (A-Z-Ω-Th):

Le lettere A e Z sono l’inizio e la fine dell’alfabeto, la lettera Ω (Omega) indica la fine dell’alfabeto greco, mentre Th (Tau) è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico; al mercurio era appunto attribuita la caratteristica di contenere in sé l’inizio e la fine di tutto, e non va confuso con l’elemento chimico che generalmente viene indicato, nella tavola periodica, con la lettera N.

Lo scopo dell’alchimia era disciogliere gli elementi tramite distillazione riportandoli ai loro ingredienti originari, per poi ricombinarli in una forma più pura e nobile; mercurio, zolfo e sale, ovvero Anima, Spirito e Materia, andavano liberati dal loro aspetto fisico e trasfigurati in un senso spirituale, secondo l’espressione “solve et coagula”.

Attraverso i loro esperimenti gli alchimisti scoprirono che il mercurio (Anima) poteva combinarsi con lo zolfo (Spirito), a cui Paracelso aggiunse anche il sale (Materia).

In base alle differenti proporzioni di questi tre componenti, si pensava che in natura si verificasse una maggiore o minore solidificazione dell’etere, da cui si originavano così i quattro elementi classici, che consideriamo anche in astrologia, ovvero il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra.

Gli esperimenti fisici su questi elementi fornivano la chiave con cui interpretare i fenomeni psicologici dell’anima, secondo un’analogia ben definita; essa era infatti il principio filosofico che consentiva di ricavare, dal comportamento fisico di un elemento, le relative proprietà spirituali.

In particolare il mercurio, data la sua natura multiforme e dinamica, era associato alle caratteristiche della Luna, dell’acqua, dell’argento, della passività, della resistenza, della plasticità e della vitalità indifferenziata.

Con l’aiuto dello zolfo, ovvero dello Spirito, il mercurio liquido (Anima) andava trasformato in mercurio igneo, ovvero tramutato da Acqua a Fuoco; questo significava realizzare le nozze alchemiche tra la Luna e il Sole, che potremmo anche esprimere come l’unione di Mercurio e Venere nel Divino Ermafrodita.

In questo modo era possibile ottenere la Pietra o l’Oro Filosofale, capace di elevare la frequenza vibratoria della materia, risanandone nel contempo la corruzione.

Ecco presentato un estratto dal Trattato dei Sette Raggi Vol.1, nel quale sono elencate le caratteristiche del Quarto Raggio, di Armonia tramite Conflitto, che nel 2025 si sta lentamente risvegliando in tutto il mondo; questo raggio è il governatore della personalità collettiva italiana, ma di questo parleremo in maniera approfondita nel prossimo articolo.

Questo ci fa comprendere l’importanza di Mercurio nel processo evolutivo e, in particolare, nel modo di riconoscere e seguire le intuizioni che arrivano dalla nostra mente superiore.

Non deve sfuggire l’evidente somiglianza tra i simboli di Mercurio, formato da mezzaluna, cerchio e croce, e quello del segno del Toro, nel quale sono presenti i primi due simboli, ma non il terzo; potrebbe sembrare un controsenso, perché il Toro è un segno di Terra, e quindi, a maggior ragione ci aspetteremmo di trovare la croce, che invece non è presente.

Il Quarto Raggio ha diversi epiteti, ma il più importante per il nostro studio è il Divino Intermediario (tra i tre Raggi Maggiori e i rimanenti tre Minori); ora, pensiamo che la mente è il giusto intermezzo tra i mondi superiori, dello Spirito, e quelli inferiori della personalità.

In questo senso il segno del Toro, il segno dell’Illuminazione ricevuta dal Buddha, trova la sua precisa relazione di corrispondenza nella Buddhi, ovvero la qualità dell’intuizione o ragione pura, che è proprio l’espressione del Quarto Raggio, ed ecco spiegata la somiglianza tra i due simboli.

Inoltre, la Carta dei Tarocchi Egiziani legata al segno del Toro viene chiamata l’Alchimista, e raffigura un personaggio con le ali ai piedi e una fiammella molto sviluppata sulla sommità del capo, molto mercuriale nella sua manifestazione, il quale sta miscelando dei liquidi, forse per elevarne le proprietà spirituali; non è una coincidenza, bensì una corrispondenza!

L’amore per la conoscenza e la saggezza, ovvero la Philosophia, indica chiaramente la via che ci riporta, come il figliol prodigo, alla Casa del Padre-Spirito, dopo un lungo peregrinare nelle profondità della Mater-materia.

Anima antica, che sei in cammino da tempo immemore, volgi il tuo sguardo verso quel cielo dal quale provieni, e percorri il Sentiero del risveglio; ad attenderti c’è l’Amore di Dio.

A presto e buona vita!

Pubblicato da leandrospino

Ciao, questo è un sito di discipline esoteriche, che spazia dall'astrologia alla geometria sacra, dai Tarocchi egiziani all'enneagramma.

Lascia un commento