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La Geometria della “Prima ILL-US-I-ONE”

Buongiorno Esseri di Luce,

con questo articolo vorrei introdurvi alla Geometria Sacra contenuta
nel mio libro intitolato “Prima ILL-US-I-ONE”, disponibile su Amazon dal 1 giugno

E’ essenziale comprendere che in realtà tutti i simboli si richiamano l’uno con l’altro.

Consideriamo dapprima la stella a sei punte (o Sigillo di Salomone): esso indica il perfetto equilibrio raggiunto tra la Materia (triangolo rosso) e lo Spirito (triangolo blu).

Osserviamo ora i simboli della Geometria Sacra: il quadrato, il triangolo verde con la punta rivolta verso l’alto e il triangolo blu con la punta rivolta verso il basso. Essi sono rispettivamente la personalità (o Materia), l’Anima e la Monade (o Spirito).

A prima vista non è facile accorgersene ma le due figure sono equivalenti.

Come prima cosa osserviamo il quadrato + il triangolo con la punta rivolta verso l’alto; queste due figure cedono una parte del loro corredo (il lato orizzontale) per convolare a nozze nel pentagono.

Se abbiamo l’elasticità mentale per comprendere questo passaggio, allora possiamo fare nostra anche l’equivalenza tra i prossimi simboli. Ecco presentata la rapida sequenza di trasformazione delle tre figure (quadrato + triangolo + triangolo) nella stella a sei punte.

Le figure che state osservando possono armonizzarsi tra loro in molteplici modi attraverso l’azione dinamica dell’Anima (le linee verdi) sospinta dalla Monade (il triangolo blu).

Il triangolo verde ora è sparito del tutto.

Il triangolo blu, lo Spirito, immutato dall’inizio, ha completato la sua discesa; il triangolo rosso, che non è altro che il quadrato rosso originale, ha perso un lato e ha unito gli altri tre, ed è il simbolo di una personalità evoluta. La loro unione forma la stella a sei punte.

Forse non è immediatamente chiaro, ma osservando più volte la sequenza il processo di trasformazione diventa intuitivo.

Questa è la parte geometrica di una trattazione che verte fondamentalmente sull’Astrologia e sui Tarocchi Egiziani. Ogni figura della sequenza di trasformazione stabilisce uno specifico livello di coscienza e ci invita a guardarci dentro.

Se questa breve introduzione ti ha incuriosito, registrati sul mio blog e contattami per avere la tua copia del libro!

A presto e buona vita!

L’inizio del 2026, anno dell’Ariete

Buongiorno Esseri di Luce, il 1° gennaio Sibylla, l’asteroide della profezia, entra nel segno dell’Ariete, per annunciare che il 2026 sarà un anno particolare.

Con la parola “Sibilla” gli antichi greci e latini si riferivano a delle profetesse, donne vergini e giovani, che svolgevano attività profetica in stato di trance, con voce di vecchie decrepite e cavernose; la voce rispecchiava l’origine, remota e profonda, della profezia, che dal lontano passato raggiugeva chi le interpellava e ne chiedeva il responso.

Il genere umano nella sua totalità oggi sta attraversando una fase della storia mondiale nella quale le profezie sono sempre più presenti, forse anche in misura eccessiva, nel senso che molti falsi profeti forniscono la loro interpretazione di come si svolgeranno gli ultimi tempi, citati nell’Apocalisse di Giovanni.

Servono discernimento spirituale, disciplina e pazienza, ma soprattutto la fede e la conoscenza del fatto che le cose si svolgeranno in un certo ordine, per non farsi fuorviare dalle mille voci diffuse per confondere i testimoni del Regno di Dio sulla Terra.

Le profezie ci ricordano che gli errori e le malefatte del passato, presto o tardi avranno la debita “ricompensa” e forse il 2026 sarà proprio l’inizio di questo tempo di purificazione, anche se è impossibile fornire date precise, dato l’elevato numero di variabili in gioco, a cominciare dalla consapevolezza personale.

L’Ariete vedrà anche l’ingresso di due asteroidi appaiati, ovvero Desdemona ed Hebe, a partire dal 15 gennaio; si tratta di due energie che viaggiano appaiate dal 24 gennaio 2025 al 10 novembre 2027.

L’inizio del 2026 sembra essere il momento ideale per scegliere da quale parte stare, nella lotta tra il pessimismo di Desdemona (che indica il sentirsi vittima o comunque sopraffatto dalle condizioni circostanti) e l’ottimismo di Hebe (che invece denota salute, giovinezza e dinamismo); si tratta pertanto di una contrapposizione tra l’attitudine passiva e rinunciataria, da una parte, e quella intraprendente e dinamica, dall’altra.

Dopo l’anticipazione fornita dai tre asteroidi sopra indicati, arriveranno i “mostri sacri”: Nettuno entrerà definitivamente nel primo decano del segno dell’Ariete, Ariete-Sagittario, a partire dal 26 gennaio 2026; Saturno, attualmente nel segno dei Pesci, entrerà definitivamente nel primo decano dell’Ariete, Ariete-Sagittario, a partire dal 14 febbraio 2026.

Questo primo decano dell’Ariete, che riporta al presente anche la freccia del Sagittario, è governato dalla spada di Marte e dal fulmine di Giove, e la loro commistione suggerisce che è possibile conciliare l’azione dinamica e intraprendente (Marte) con la giusta prospettiva spirituale (Giove).

L’ingresso nel segno cardinale di Fuoco, del tridente di Nettuno e, in seguito, del falcetto di Saturno, indica che sono presenti diverse “armi” per poter agire e creare le condizioni migliori per sé stessi; in questo senso l’energia giovanile e dinamica di Hebe dovrebbe prevalere su quella fatiscente e statica di Desdemona, ma come detto, il loro cammino congiunto proseguirà fino alla fine del 2027!

L’anno 2026, che è un anno Uno, governato dal Sole (2 + 0 + 2 + 6 = 10 = 1) e che rappresenta un nuovo inizio, è l’anno dell’Ariete, il primo segno, l’inizio dello Zodiaco e di un nuovo giro di giostra.

Tutto sembra indicare una svolta, che non può prescindere dalla consapevolezza (il Sole individuale), forse impulsiva e farraginosa, come può esserlo un Ariete che travolge tutto nel suo incedere tumultuoso, ma che, grazie alla presenza di parecchie energie molto consistenti, darà modo alla collettività, e anche al singolo individuo, di comprendere, esperire e capire le molteplici e meravigliose opportunità offerte al genere umano in questo nuovo anno.

Consideriamo le carte dei Tarocchi egiziani, così chiamate perché le raffigurazioni sono presentate all’interno di un cartiglio, come i geroglifici egiziani; in verità, sono simboli che permettono di relazionare tra loro diversi ambiti, lontani tra loro nello spazio e nel tempo; pertanto, si comportano come una sorta di “traduttore universale!”

Ad esempio, la carta presentata qui sotto è chiamata il Coglitore; indica il segno dell’Ariete, l’inizio dello Zodiaco, ma anche la lettera M (iniziale di Maria, o di Miriam di Magdala) e come tale ha un riferimento al femminile, nonostante l’apparente brutalità rappresentata.

Il numero 13 può far pensare ai tredici mesi lunari e femminili, tutti uguali, durante l’anno (mentre quelli solari “maschili” sono di durata diversa); la falce brandita dal personaggio “essenziale come uno scheletro” sintetizza tutte le armi citate in precedenza (freccia, spada, fulmine, tridente e falcetto) che il genere umano ha a disposizione per fare piazza pulita, nella propria vita di personalità e per presentarsi dignitosamente all’incontro con il Divino, rappresentato dall’arcobaleno e dalle stelle, nella parte alta della carta.

“Ricorda figlio della terra che le cose terrene sono di breve durata e che anche i più alti poteri vengono falciati come l’erba nei campi. Se l’arcano n°13 dovesse apparire nei segni profetici del tuo Oroscopo, la dissoluzione dei tuoi organi arriverà prima di quanto te lo aspetti, ma non temere perché la morte non è altro che l’ingresso in un’altra vita. L’universo assorbe senza sosta tutto quello che fuoriesce dal suo seno che non si è spiritualizzato, ma liberare noi stessi dagli istinti materiali, con una libera e volontaria adesione delle nostre anime alle leggi del movimento universale, genera la nascita di un secondo uomo, l’uomo celeste, ed inizia così la nostra immortalità.”

L’ammonizione relativa al Coglitore, di Trasformazione e Morte, è molto profonda e attuale!

Nel segno dell’Ariete sono presenti altre energie, come Chirone, l’energia del guaritore ferito, ed Eris, la Dea della Discordia, nel terzo decano dell’Ariete (Ariete-Leone, governato da Marte e Sole), in lento transito; la loro presenza nel segno è molto datata, e ci evidenzia l’elevata varietà di sfaccettature che il segno dell’Ariete può assumere.

Nel segno è presente anche Cerere, l’energia della Madre-Terra, che è stato il primo asteroide della Fascia principale ad essere scoperto; come tale, ha una analogia con il primo segno zodiacale, nel quale sta transitando, e ci invita ad una riflessione attenta a cosa riusciremo a cogliere (Il Coglitore!) di tutte le potenzialità e le opportunità che l’anno nuovo ci offre.

Cerere lascerà l’Ariete, per entrare nel segno del Toro, solamente il 15 marzo a ridosso della primavera (e dell’inizio del vero anno astrologico).

Nel frattempo, Anima risvegliata, continua il tuo percorso spirituale, e se puoi, condividi il tuo stato di benessere e armonia (Hebe docet) con chi ti sta accanto; da soli si cade, insieme si resiste.

A presto e buona vita!

Dionysus

Buongiorno Esseri di Luce, l’asteroide Dionysus è uno dei più veloci della Fascia principale; infatti, ha un ciclo di 1190 giorni, ovvero 3 anni, 3 mesi e 4 giorni.

Tuttavia, in questo periodo è impegnato in una manovra a S, con un moto diretto-retrogrado-diretto (o anello di sosta), per cui, dall’autunno scorso fino alla prossima estate la sua posizione indugerà tra la seconda metà del segno del Leone e i primi gradi del segno della Vergine.

In questi ultimi giorni del 2025, Dionysus ha appena invertito il suo moto, diventando retrogrado a 6°54′ Vergine, precisamente il 27 dicembre; riprenderà il suo moto diretto solamente il 15 aprile 2026, quando si troverà a 14°24’Leone, posizione raggiunta la prima volta il 10 settembre 2025.

Con l’arrivo dell’estate Dionysus accelera per attraversare ben cinque segni zodiacali nei successivi sei mesi, e in questa sua rapida escursione sembra segnare le stagioni; infatti, il passaggio tra Leone e Vergine avviene all’inizio dell’estate, stagione nella quale attraversa due segni zodiacali, ovvero la Vergine e la Bilancia.

L’arrivo dell’autunno coincide con l’arrivo di Dionysus nello Scorpione e da qui in poi la sua velocità addirittura aumenta, perché in questa stagione attraversa ben tre segni zodiacali, ovvero Scorpione, Sagittario e Capricorno; di fatto, viaggia veloce come un pianeta personale, almeno in questa stagione.

Vediamo ora le sue caratteristiche mitologiche e di conseguenza i suoi effetti astrologici: Dioniso è il dio greco del vino, della follia sacra o rituale, del teatro, delle sostanze tossiche, dell’eccesso, della rivelazione e del trance estatico.

Ultimo ad unirsi al Pantheon Olimpico, Dioniso è anche l’unico ad avere una madre mortale, Semele, una figlia del re di Tebe, che attirò l’attenzione di Zeus (Giove), e lui la fece rapidamente rimanere incinta; sospettosa che il bambino fosse suo, la moglie di Zeus, Era (Giunone), si travestì da nutrice e divenne amica di Semele, che le confidò che il padre del bambino era in realtà il re degli dèi.

Era fece finta di non crederle e seminò dubbi in Semele, che insistette affinché Zeus si dimostrasse e le apparisse in tutto il suo splendore divino; la vista di un dio non travestito era troppo per gli occhi mortali, e Semele morì, bruciata nel fulgore della sua brillantezza.

Zeus prese il feto non ancora nato dal grembo di Semele e lo cucì nella propria coscia, per poi “dare alla luce” l’infante Dioniso, ma la malizia di Era era costante, e fece sì che i Titani strappassero il bambino a pezzi; Zeus riunì i pezzi in un calderone e riportò in vita il bambino, così Dioniso è conosciuto come “due volte nato”.

Dioniso fu allevato dal satiro Sileno, e da questo tutore sessualmente rapace acquisì i suoi considerevoli appetiti sessuali; da giovane, Dioniso fu portato alla follia dalla vendicativa Era, e così acquisì il potere di trasmettere la follia agli altri, che utilizzò in vari incontri mitici.

Alla fine, raccolse un gruppo di donne pazze e selvagge, conosciute come le Menadi, che vagavano per le foreste e mettevano in atto rituali orgiastici di sanguinamento e ubriachezza; la mela non cadde lontano dall’albero, e Dioniso divenne tanto rinomato per le sue conquiste romantiche quanto lo era suo padre.

Tra i suoi molti discendenti c’erano quelli che aveva generato con Afrodite: le immortali Cariti (le Grazie) e Priapo, un dio della fertilità minore che sfoggiava un’erezione permanente.

Il culto dei Misteri dionisiaci era una potente forza creativa nell’antica Grecia, i cui iniziati usavano una varietà di strumenti per alterare ed elevare la coscienza, comprese le droghe, la danza e la musica; l’obiettivo era quello di liberarsi dai vincoli e dalle limitazioni sociali e tornare a uno stato più naturale, che trascendesse l’esperienza umana normale.

Astrologicamente, Dioniso è noto per gli stati alterati di coscienza, per le sostanze tossiche di tutti i tipi, ma in particolare alcol e allucinogeni; per il teatro e la flessibilità di genere, ermafroditismo, transgender, travestitismo e relazioni omosessuali, ma anche per l’abbandono sessuale selvaggio e all’ispirazione profetica.

Questa energia, di difficile gestione, potenzialmente può aprire le porte ad una percezione superiore, ma porta con sé il pericolo intrinseco di smarrirsi o di fuggire dalla realtà di proposito, quando non si è in grado di sostenere il disagio che essa può provocare.

Al contrario, se ben interpretato, il suo significato profondo (e la sua posizione nel tema natale) può essere, invece, fonte di energie psichiche e intuitive rivelatrici, una luce nel buio, un bagliore di coscienza espansa che può indicare un cammino superiore.

Dioniso ricorda che si può disperdere le proprie energie e rimanere “ancorati e imprigionati a terra”, oppure sublimarle verso un obiettivo spirituale. E tu, cara Anima risvegliata e curiosa, con il nuovo anno alle porte come ti poni riguardo alla questione?

A presto e buona vita!