Urania, la Musa dell’Astrologia

Buongiorno Esseri di Luce, i Titani sono, nella mitologia e nella religione greca, gli Dei più antichi, generati da Urano e Gea, ovvero dall’unione del Cielo e della Terra; le loro sorelle, mogli e compagne, invece, erano chiamate Titanidi.

I Titani sono considerati come le forze primordiali del cosmo, che imperversavano sul mondo prima dell’intervento regolatore degli Dei olimpici; nella Teogonia di Esiodo viene narrato che, unendosi a Urano, Gea genera i sei titani (Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto e Crono) e le sei titanidi (Teia, Rea, Temi, Mnemosine, Febe e Teti).

Ci concentriamo in modo particolare su una di queste titanidi, ovvero Mnemosine, perché a lei fu attribuita la personificazione della memoria ed il potere di ricordare; la capacità mnemonica prende il nome proprio da questa figura mitologica.

Mnemosine fu amata da Giove, il quale le si presentò sotto forma di pastore; i due amanti giacquero insieme per nove notti sui monti della Pieria e dopo un anno Mnemosine partorì le Muse, ovvero nove divinità femminili della religione greca.

La guida delle titanidi era Apollo, il quale, nella religione greca e romana, è il dio della musica, delle arti mediche, delle scienze, dell’intelletto e della profezia, nonché colui che traina il carro del sole, scortando la stella ardente attraverso la volta celeste.

L’importanza delle Muse nella religione greca era assai elevata: esse rappresentavano l’ideale supremo dell’Arte, intesa come la manifestazione della verità del Tutto, ovvero dell’Eterna magnificenza del Divino.

Se pensiamo all’energia di Quarto Raggio, di Armonia tramite conflitto, che è anche il raggio dell’Arte e della Bellezza, il quale tornerà in manifestazione a partire dall’anno prossimo (2025), possiamo comprendere pienamente il motivo fondamentale per cui è necessario riconnetterci al più presto con l’energia delle Muse.

Le Muse hanno un posto altissimo, anzi unico, nella gerarchia divina, perché ad esse, e ad esse soltanto, è riservato portare, come il padre stesso degli Dei, l’appellativo di olimpiche, appellativo col quale si onorava Giove, Re dell’Olimpo, e le Muse, appunto.

Esiodo, sempre nella sua Teogonia, elenca le nove figlie “dal grande Zeus generate,
Clio e Euterpe e Talia e Melpomene, Tersicore e Erato e Polimnia e Urania,
e Calliope, che è la più illustre di tutte.”

Già da queste poche premesse osserviamo che si manifesta una storia contenente dei numeri molto simbolici; infatti, i dodici figli di Urano e Gea, sei maschi e sei femmine, si relazionano direttamente con i dodici segni zodiacali, di cui sei attivi e sei passivi.

Inoltre il numero nove (le Muse), ci mette in contatto con un altro universo di significati, che spazia dal nono segno zodiacale Sagittario, del quale sono stati pubblicati ben sette articoli descrittivi, al quadrato del Discepolo (3 x 3 ) e anche all’enneagramma.

Ci concentriamo su una Musa in particolare, ovvero Urania, che è definita la protettrice dell’astronomia e della poesia, ma anche della geometria e dell’astrologia, e che per questa ragione pertanto diventa molto interessante per il nostro studio.

Urania è anche il nome di un asteroide della Fascia principale, scoperto da John Russel Hind il 22 luglio 1854, che impiega 1.330 giorni (ovvero 3,64 anni) per compiere un’orbita intorno al Sole.

Attualmente Urania si trova nel segno della Bilancia, e in moto retrogrado sta ritornando verso gli undici gradi, che raggiungerà il 29 maggio; da li in poi riprenderà il moto diretto verso il segno dello Scorpione, nel quale entrerà il 27 agosto, nella fase finale dell’estate.

Se consideriamo un periodo di anni particolare, ovvero 171, possiamo fare delle valutazioni molto interessanti; infatti, nell’arco di 171 anni, la differenza di data, nella quale Urania ricomincia un ciclo dal punto preciso dell’inizio dello Zodiaco, ovvero da 0°Ariete, è di soli 2 giorni (su 62458, che è uno scarto sicuramente trascurabile).

E’ sufficiente consultare le effemeridi per verificare che dal 14 aprile 1851 al 16 aprile 2022, sono passati 171 anni (più due giorni); da quella data al 18 aprile 2193 passeranno ancora 171 anni, più due giorni.

Possiamo pertanto affermare, al di là di una approssimazione infinitesimale, che Urania in 171 anni esatti compie 47 cicli completi, ovvero 47 giri dello Zodiaco; infatti, nel rapporto 171 : 47 = 3,64 (anni) ritroviamo la durata del singolo ciclo di Urania.

Questo ci permette di riconoscere anche attraverso i numeri l’importanza di Urania, in tutto ciò che riguarda l’astrologia; infatti, possiamo esprimere il numero 171 come 19 x 9, e questo ci apre il terreno per numerose considerazioni esoteriche.

Ritorna il numero 9, con la sua onnipresenza, dalle Nove Schiere Angeliche ai nove gironi danteschi, ai Nove Mondi della mitologia nordica, dal più elevato (Asgard), passando per il regno degli uomini (Midgard), fino al più basso (Helheim).

Si potrebbe continuare con altri esempi, ma quello che più ci interessa ora è il numero 19, soprattutto perché esprime una quantità di anni che collima perfettamente con un modo di intendere il tempo che ha un posto speciale nel cuore e nella mente degli astrologi, ovvero il Ciclo Metonico.

Questa non è la sede adatta per approfondire un tema così complesso, diciamo solo che questo ciclo, di 235 mesi lunari esatti in 19 anni, costituisce una valida alternativa al computo dei mesi e degli anni tradizionale, che è legato al Sole, ma che contiene una evidente irregolarità, che determina ogni quattro anni l’anno bisestile.

Adesso osserviamo anche la relazione tra le carte dei Tarocchi egiziani n°9 e 19, rispettivamente legate all’Acquario e al Leone; riconosciamo in questa opposizione polare una della sfide più impegnative nella quale ognuno di noi è chiamato a cimentarsi quotidianamente.

Infatti, da una parte c’è la coscienza individuale del Leone, dall’altra la coscienza di gruppo della nuova realtà acquariana; l’incontro armonico tra queste due energie darà vita, e in realtà sta già dando vita, alla coscienza globale nel nuovo Regno di Dio, nel quale ogni essere umano, libero e individualizzato, dovrà dare il suo contributo.

Anima incuriosita, rimani sintonizzata, perché parleremo ancora di Urania, per affiancarlo ad un altro asteroide interessantissimo.

A presto e buona vita!

Congiunzione Nettuno-Marte: umili, azione!

Buongiorno Esseri di Luce, dal 24 aprile al 5 maggio Marte è in congiunzione con Nettuno, nel segno dei Pesci.

La congiunzione precisa, con il sorpasso di Marte, avviene il 29 aprile a 29° Pesci, mentre due giorni dopo, il primo giorno di maggio, lo stesso Marte entra nel suo domicilio, ovvero il segno dell’Ariete, nel quale rimarrà fino al 9 giugno.

Dal 16 aprile l’asteroide Aletheia, la rimozione del velo dell’illusione, riprende il suo moto diretto, nel segno del Leone, e questo dovrebbe portare in superficie molte questioni e molte energie che sono state smosse negli ultimi tempi, specialmente con l’eclissi del giorno 8 aprile.

Ora, la questione più importante da comprendere è che Aletheia forma un quinconce, ovvero una disgiunzione proprio con la congiunzione tra Nettuno e Marte; allora come possiamo interpretare questo aspetto minore, ma molto intenso, alla luce del fatto che coinvolge tre corpi celesti?

Da un lato il velo dell’illusione viene rimosso, ma cosa troviamo all’altro estremo della corda? Marte e Nettuno hanno molto in comune, a cominciare dall’energia di Sesto Raggio, di Idealismo e Devozione, che ha avuto il suo picco massimo di intensità nella tramontante Età dei Pesci, e che per giunta è collegata proprio al segno zodiacale nel quale avviene questo incontro.

Nettuno, quando non lavora correttamente, porta nella nostra vita l’illusione, che è l’opposto polare dell’energia espressa da Aletheia; inoltre intensifica la dipendenza e la difficoltà ad aver accesso alla risposta che giace in profondità dentro di noi, dove il nostro inconscio personale si confonde con quello collettivo, mentre Marte, il Dio della Guerra, invece, può letteralmente portarci a scatenare il conflitto con il mondo.

In questo senso, le energie di Sesto Raggio, che da un lato, ad esempio, hanno permesso la diffusione delle religioni, necessaria per proteggere le anime appena nate, sono anche responsabili di parecchie situazioni complicate, soprattutto nei casi in cui l’Idealismo sconfina nel fondamentalismo oppure nell’estremismo ideologico, in seguito al quale ci si sente autorizzati ad intervenire nelle vicende del mondo, in nome proprio di quell’ideale ritenuto superiore, al quale è stata riservata tutta la nostra Devozione.

Potremmo anzi affermare che molte, se non tutte, le guerre che stanno devastando il pianeta oggigiorno, hanno alla base la convinzione, da parte di ogni schieramento, di essere nel giusto, di perseguire cioè l’ideale più elevato, ma questo atteggiamento non lascia alcuno spazio alla diplomazia ed è pertanto estremamente pericoloso.

Inoltre, se osserviamo le carte dei Tarocchi egiziani, relative proprio a Nettuno e a Marte, possiamo fare qualche considerazione in più.

L’arcano n°11 si chiama la Maga e il suo significato è la forza, la potenza spirituale, ovvero la capacità di tenere a bada la più feroce delle belve, il Leone; e proprio nel segno del Leone sta transitando Aletheia, quindi aspettiamoci risposte.

L’arcano n°16 invece si chiama il Fulmine, ed essendo legato a Marte rappresenta anche gli incidenti e le catastrofi; è sufficiente vedere la relativa figura per comprendere che basta veramente un lampo per ritrovarsi rovesciati.

Il significato esoterico di queste carte è molto più complesso e articolato di questa semplice spiegazione, ma per la nostra analisi è sufficiente domandarci: allora come dovremmo comportarci in questo periodo?

Qualcuno potrebbe pensare che l’atteggiamento più corretto da adottare sia quello di rimanere umili, ma qui sorge un interrogativo: cosa significa veramente essere umili?

Questo termine deriva dal latino humi (vicini a terra) che a sua volta deriva da humus (terra), quindi esiste un nesso con la terra, una potenza primitiva che non si può trattare con arroganza e superbia.

Il termine Superbia (super-bios, crescere sopra) è un’energia che vorrebbe sminuire il forte legame dell’essere umano con la terra da cui deriva; il termine “umile” può essere riferito anche alla persona non orgogliosa di sé e dei propri meriti, quindi priva proprio di superbia, e in questo caso è sinonimo di persona modesta.

Può anche significare rispettoso, e in questa accezione va bene, ma anche sottomesso, se pensiamo al modo di dire “dimostrarsi umile con il padrone”, il quale è riferito ad un atteggiamento che denota umiltà, è vero, ma anche sottomissione e rassegnazione; in questo secondo caso, “umile” è sinonimo di dimesso, con lo sguardo arrendevole, oppure può significare misero e infelice, come colui o colei che svolge i lavori più umili.

Per estensione, ma in senso figurato, si può riferire anche ad un individuo che può accettare, che sa anche accogliere persone con meno “importanza”; in questo caso la sua umiltà è la splendida dote di riuscire a relazionarsi con tutto il pianeta Terra.

Questo è importante come atteggiamento preparatorio per il momento in cui saremo chiamati al cospetto di Dio, e lì saremo trattati in maniera giusta ed equilibrata, ovvero proporzionata alla nostra vera e profonda umiltà; tuttavia conciliare nella stessa frase il concetto di Ascendere e essere umili sembra un controsenso.

Come è possibile salire rimanendo a terra? Per chi è incosciente e non ha ancora risolto i propri conflitti interiori, rendere umili gli altri (umili-arli) è solamente un altro espediente per nutrire la propria stima, in verità molto scarsa; alla base di questo comportamento antisociale esiste un complesso di inferiorità o più semplicemente un senso di inadeguatezza, derivante dalla paura di prendersi la responsabilità della propria vita e delle decisioni difficili e complesse che essa comporta.

Allora la congiunzione Nettuno-Marte (la Forza e il Fulmine) ci chiede davvero di essere umili? Io credo che bisogna essere umili solamente in una situazione, e precisamente quando ci si rivolge al Padre Celeste, in preghiera o in meditazione, nel silenzio della propria stanza interiore, perché rispetto a Dio Padre che sta nei Cieli, siamo a tutti gli effetti “vicini alla terra”, quindi umili (Humus), in tutti i sensi.

Ma nel momento in cui infuria la battaglia spirituale, per il Guerriero della Luce, che ha già operato dentro di sé il risveglio di coscienza, e capisce perfettamente a cosa mi riferisco, l’umiltà è un lusso che non ci si può concedere; in questo caso parlo dell’umiltà molto in sintonia con la codardia, con l’atteggiamento umile e dimesso, che è solamente un pretesto per restarsene comodamente in disparte.

Anima risvegliata, sicuramente sei consapevole che il tempo della battaglia è giunto, e che nascondersi adesso non è l’atteggiamento spirituale più appropriato; ti sei preparata a lungo per essere presente in questi “ultimi tempi” (éschatos) , nei quali la Rivelazione si sta per manifestare in tutto il suo splendore. Unisciti agli altri tuoi fratelli, umili di fronte a Dio, ma coraggiosi e con un cuore puro, e stai pronta per entrare in azione!

A presto e buona vita!