Sagittario, la sintesi dello Zodiaco (Seconda parte)

Buongiorno Esseri di Luce, in questo secondo articolo sulla carta del Conquistatore ci concentriamo sulla parte alta della figura dove troviamo il numero 7, espresso anche in numeri romani (VII), accanto al simbolo del Sagittario.

Questo numero è importante per molteplici ragioni, ma quello che più conta per i nostri studi è la sua relazione con i Sette Raggi, i Sette Spiriti davanti al Trono di Dio, ovvero le sette energie che pervadono l’intero Universo, permettendo, di fatto, alla Vita stessa di manifestarsi.

Alzando gli occhi al cielo, in qualsiasi giorno dell’anno, è possibile osservare una costellazione molto famosa, conosciuta con il nome di Orsa Maggiore, ma anche con quello di Gran Carro; ora, se pensiamo che un altro nome di questa carta è proprio il Carro, e colleghiamo questo fatto al numero 7, vediamo che esiste un collegamento diretto tra i Sette Raggi e la carta del Conquistatore.

La costellazione del Gran Carro, nella sua semplicità, ci ricorda che esistono tre Raggi Maggiori, di Sintesi, che costituiscono il timone, e quattro Raggi Minori, di Attributo, che formano il corpo del carro; la distanza tra il triangolo ed il quadrato viene colmata dal Quarto Raggio, il raggio dell’Arte e della Bellezza, nonché dell’Armonia tramite Conflitto, che tra i vari epiteti possiede anche quello di Divino Intermediario.

Questa singola constatazione ci permette di comprendere pienamente il rapporto a doppio filo esistente tra l’esoterismo e l’astrologia, senza alcun dubbio.

Osserviamo l’Orsa Maggiore in verticale (cosa che è possibile fare dal vivo in estate) e confrontiamola con queste due figure geometriche; potremmo colmare la distanza tra le tre stelle superiori e le quattro inferiori, inserendo un elemento di raccordo tra queste due realtà, e per farlo perché non ricorrere, ad esempio, ad una circonferenza?

In questo modo ritroviamo una corrispondenza precisa tra questa terna di figure geometriche e l’apice dello stiletto che il Conquistatore tiene nella sua mano sinistra.

Dalla Geometria Sacra apprendiamo che il triangolo equilatero con la punta rivolta verso l’alto è il simbolo della realtà spirituale che chiamiamo Anima, mentre il quadrato è la figura geometrica perfetta per rappresentare la personalità.

In questo contesto quale significato possiamo attribuire alla circonferenza? In realtà la risposta è già stata data nella prima parte della trattazione, quando abbiamo parlato del Discepolo, e di quali siano le sue doti principali, prima di tutto la Disciplina.

Il Discepolo viene descritto, nell’esoterismo, come quella parte di personalità che, per prima, viene richiamata dalla potente vibrazione dell’Anima, ed inizia così a rivolgersi verso la sua componente immortale; prima di questo tenue bagliore nella coscienza, si dice che l’Anima sia in profonda meditazione, con le sue spalle rivolte alla personalità acerba e addormentata, non essendo assolutamente interessata alle questioni “irrilevanti” della vita esteriore.

Questa descrizione sembra proprio sposarsi perfettamente con l’immagine della circonferenza, ovvero di un’energia circolare che si muove in due direzioni opposte: dal quadrato si eleva verso l’alto, nel tentativo, inizialmente sporadico ed intermittente, di stabilire un contatto stabile e duraturo con il triangolo, in un processo che si chiama Invocazione, mentre, in un secondo momento, dal triangolo discende la risposta, la vibrazione armonica dell’Anima, che chiamiamo Evocazione.

La circonferenza pertanto può rappresentare perfettamente il Discepolo, attraversato contemporaneamente da correnti energetiche e spirituali multiple, anche se è bene sottolineare che questa è solamente una versione, quella più vicina all’esoterismo, mentre quando ritorneremo all’astrologia daremo un’interpretazione diversa (ovviamente del tutto coerente con questa), delle figure geometriche coinvolte.

Apriamo una piccola parentesi per parlare del rapporto tra l’essere umano e la propria divinità; l’uomo troppe volte si dimentica di ringraziare Dio per tutto quello che è, che ha, e che è in grado di sperimentare nella vita, e si ricorda di Dio solo nel momento in cui si deve lamentare delle sue tragiche vicissitudini.

Così facendo rischia solo di attirare le attenzioni, sempre particolarmente fastidiose, di Saturno, nella sua versione di Signore del Karma, invece che in quelle, molto più auspicabili, di Grande Insegnante; da qui il passo è breve per arrivare all’intervento anche di Marte, pianeta non sacro, sempre molto minaccioso per chi non controlla correttamente le proprie energie…

Se vogliamo veramente percorrere un sentiero spirituale, dobbiamo immaginare di trovarci, come Discepoli, su una strada a doppio senso, dove le energie viaggiano sempre in maniera rapida in entrambe le direzioni (parola chiave del Sagittario).

Non possiamo pensare di avanzare ulteriormente se non permettiamo a noi stessi di sentirci “divini”, veri figli di Dio, sempre e comunque; nemmeno possiamo farlo solo sull’onda dell’entusiasmo momentaneo, quando le cose vanno bene, per poi cambiare atteggiamento quando invece peggiorano.

Quello di cui realmente abbiamo bisogno è UNA SOLA DIREZIONE e, in questo senso, il Sagittario, la freccia-simbolo dell’energia con la quale mettiamo a fuoco i nostri obiettivi, è il migliore insegnante di cui possiamo disporre.

Nei prossimi articoli continueremo l’analisi dettagliata di questa carta, trattando del suo vero e proprio contenuto astrologico; l’invito per te, Anima risvegliata, è di rimanere sintonizzata su questa frequenza spirituale!

A presto e buona vita!

Sagittario, la sintesi dello Zodiaco (Prima parte)

Buongiorno Esseri di Luce, il centro della nostra Galassia, ovvero la Via Lattea, si trova in direzione del segno del Sagittario, e tutto sembra orbitare intorno a questo Centro.

La carta n°7 dei Tarocchi egiziani, chiamata Il Conquistatore, per rappresentante astrologico ha proprio il Sagittario; come avremo modo di constatare, questo concentrato di simboli esprime in modo sublime molte delle corrispondenze astrologiche che poi ritroviamo nello Zodiaco, anche se a prima vista non sembrerebbe.

Ciò è dovuto a diversi fattori: innanzitutto i Tarocchi egiziani, al pari dell’Astrologia e di altre discipline esoteriche e spirituali, sono sempre stati oggetto di scherno da parte di chi li ritiene poco più di un semplice gioco; c’è chi, invece, ci ha visto anche un legame niente meno che con le energie demoniache, mentre le élite, al contrario, li hanno sempre ostacolati e ostracizzati, confermandone implicitamente il potente effetto di risveglio della coscienza che possono avere sulle masse.

Ebbene, con Plutone nell’Acquario, è giunto il tempo della raccolta dei frutti maturi; niente potrà più intromettersi tra la spinta evolutiva e la conseguente curiosità di un essere umano che ha riscoperto la propria divinità interiore, da una parte, e il sentiero verso la conoscenza spirituale, dall’altra.

La conoscenza di per sé non è mai un peccato, lo è semmai l’ignoranza, che è il frutto della superficialità con la quale si cerca di ignorare e archiviare velocemente tutto quello che non rientra nel quadretto più congeniale ad una mente troppo rigida, in nome di presunte e non meglio definite “conoscenze oggettive”.

Lasciamo tranquillamente al loro destino tutti coloro che non sono minimamente interessati alla spiritualità, poiché il tempo è galantuomo e sistema tutte le cose…

A onore del vero, la diffusione delle dinamiche spirituali contenute nei Tarocchi egiziani ha dovuto fare i conti anche con la variegata complessità di simboli contenuti in ogni singola carta, ma proprio qui sta il bello della ricerca.

Con questo articolo introduttivo cerchiamo di comprendere meglio la relazione tra i Tarocchi e l’Astrologia, due universi distanti anni luce, nella nostra concezione.

In realtà non è così, ma per rendercene conto dobbiamo essere capaci di guardare con occhi nuovi qualcosa che conosciamo già; questa è la vera difficoltà, perché la rigidità della mente razionale non tollera le “novità”, mentre il nostro intento, al contrario, è di coinvolgerla attivamente in questa ricerca!

Guardando la carta nell’angolo in basso a sinistra vediamo la lettera ebraica Zain, che significa Arma, e che, secondo la Ghematria, ha valore 7; la sua stessa forma ricorda il numero 7 stilizzato, che non per nulla è proprio il numero di questa carta.

Il concetto di Arma nel segno del Sagittario ha la sua precisa ragione d’essere, per svariati motivi: per prima cosa il simbolo di questo segno zodiacale è la punta di una freccia, con un piccolo arco di circonferenza; inoltre, secondo l’astrologia morpurghiana, oltre a Giove, che tra le sue armi aveva il fulmine, esiste un altro governatore del segno, ed è Nettuno, il cui simbolo è un tridente.

Il Conquistatore tiene in una delle sue mani una spada, il che ci richiama alla memoria Marte, Dio della guerra, che non è in esaltazione nel Sagittario, ma che comunque si trova certamente a suo agio anche qui; negli altri circoletti rossi abbiamo evidenziato anche la lettera Zain e il simbolo del Sagittario.

“Non pensiate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere la pace, ma la spada.” (Matteo 10,34); l’interpretazione secondo la quale il simbolo della spada indicherebbe che la scelta di seguire Gesù è impegnativa, per il discepolo, deriva dal paragone tra la parola di Gesù e la spada, istituito da Paolo di Tarso nella Lettera agli Ebrei: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. ” (Ebrei 4,12).

Come una spada, la parola di Gesù provoca un taglio e una separazione tra coloro che ascoltano e coloro che non ascoltano la sua parola, tra quelli che la mettono e quelli che non la mettono in pratica, ma questa divisione lavora anche dentro la singola persona, perché ciascun individuo ha un lato di Luce e un lato di Ombra.

E proprio come Luce e Ombra, ecco due simboli, che in realtà sono uno solo, diritto e rovesciato; la Croce rappresenta la prima venuta di Cristo, mentre la Spada ci racconta della seconda venuta del Salvatore, con buona pace di chi, nella croce capovolta, vuole a tutti i costi vedere il simbolo dell’Anticristo, anche se c’è una parte di verità in questo.

Le parole Disciplina e Discepolo hanno la stessa origine; quando la mente razionale è poco disciplinata, resta soggiogata al male del mondo, e vede il male ovunque, richiamando a sé proprio quelle energie, di bassa frequenza vibratoria, che la tengono in uno stato di schiavitù, aprendo di fatto la porta al maligno.

Tale è il senso delle parole di Gesù riguardanti la Spada: chi vede in questo simbolo il Bene si prepara per compiere un viaggio, che lo porterà molto lontano (questa è la caratteristica specifica del Sagittario); chi, al contrario, continuerà a vederci solo ed esclusivamente il male assoluto, non riuscirà ad andare oltre ad un certo livello, nella sua evoluzione spirituale, rimanendo bloccato in questa realtà tridimensionale illusoria.

E’ tempo di separare il grano dalla gramigna, il tempo della mietitura, e mai come prima d’ora tutto è esattamente come deve essere, Anima risvegliata; sei pronta per il viaggio?

A presto e buona vita!