Lo Yod – il Dito di Dio (Prima parte)

Buongiorno Esseri di Luce, consideriamo il triangolo isoscele in figura; esso prende il nome di Yod ed è conosciuto anche come “il Dito di Dio”, inoltre è legato alla lettera ebraica che identifica la Ruota della Vita, la Carta n°10 dei Tarocchi egiziani, il cui rappresentante astrologico è il pianeta Urano.

Lo Yod è formato da una base-sestile, e da due aspetti, indicati con le linee verdi, che sono l’essenza stessa dell’evoluzione spirituale; essi sono aspetti che si formano tra corpi celesti distanti tra loro cinque segni zodiacali, cioè 150° (con un’orbita molto stretta, al massimo un grado). Il nome di questo aspetto è quinconce, ovvero cinque once o cinque dodicesimi (è evidente il rapporto tra il numero 5 e il numero 12), ma possiamo anche indicarlo con il termine di disgiunzione.

Dall’Astrologia classica sappiamo che ogni aspetto, armonico o disarmonico, mette in comunicazione corpi celesti (pianeti e asteroidi), i quali possono poi trovare un terreno comune sul quale relazionarsi in maniera più o meno “diplomatica”. E’ il caso del trigono, aspetto che relaziona energie distanti 120°, e che molte volte riguarda segni zodiacali che hanno lo stesso elemento; pensiamo, ad esempio, al trigono tra Vesta in Cancro e Cerere in Scorpione, descritto in un recente articolo: la comunicazione avviene grazie all’esistenza della “quadruplicità” degli elementi (Aria, Terra, Acqua, Fuoco), in questo caso grazie all’Acqua. Nel caso della quadratura, invece, le energie sono distanti 90°, molto spesso in elementi discordi tra loro (ad esempio Fuoco-Terra oppure Acqua-Aria), e il dialogo è possibile attraverso le “triplicità”, ovvero il fatto che i pianeti coinvolti nella quadratura sovente appartengono entrambi a una delle tre croci (Cardinale, Fissa oppure Mutevole); l’esempio, preso dal sopra citato articolo, riguarda Vesta in Cancro e Pallade in Bilancia, legati da segni Cardinali. Perciò, nel caso di quadrature e trigoni (ma anche di opposizioni e sestili), un compromesso, un terreno comune esiste ed un canale di comunicazione lo si può trovare facilmente.

Nel caso del quinconce, invece, questo non è possibile; il quinconce è un aspetto che lega segni “incompatibili” sia come Elementi che come Croci, poiché non esiste né triplicità né quadruplicità, ma solamente “quintuplicità”. Questo termine segnala sempre una tensione, presente al nostro interno, della quale spesso non si è nemmeno consapevoli, ma che si manifesta come un disagio, una sensazione sgradevole, latente, quasi strisciante, un’ansia, una preoccupazione di fondo che ci impedisce di godere a pieno della vita. Allora come si esce da questa situazione ristagnante?

Iniziamo con il dire che solitamente, per evitare un aspetto disarmonico, in maniera molto mentale, si tende a polarizzarsi in uno dei due estremi, spingendo nel dimenticatoio il polo opposto; è una sorta di meccanismo di autodifesa, illogico, irrazionale, molto spesso inconsapevole, in poche parole è tipicamente umano. Questo modo di agire, però, è alla base di molte questioni problematiche che poi ci troviamo ad affrontare impreparati, motivo per il quale falliamo; perciò siamo costretti a ripetere la prova, magari anche più volte, finché non modifichiamo il nostro approccio. L’atteggiamento separativo e discriminatorio della mente razionale, in questo caso, è il nostro peggior nemico, ma questo ruolo può anche toccare alle nostre emozioni negative, le quali ci spingono a separarci dal nostro vero obiettivo, perché lo riteniamo irraggiungibile e magari preferiamo esitare, in cerca di sicurezza, il che, se ci pensiamo, è paradossale.

Il quinconce, invece, una volta rivelatosi (attraverso lo studio del proprio tema natale) ci costringe a portare l’attenzione contemporaneamente a entrambi gli estremi della questione, e ci chiede di trovare un equilibrio dinamico (Urano docet), una sorta di soluzione “improvvisata”, che però deve essere efficace per un tempo prolungato; solamente in questo modo è possibile superare le prove in maniera definitiva.

Definiamo questo come l’aspetto più evolutivo di tutti, perché ci spinge a portare in manifestazione la nostra dimensione spirituale, interiore, l’Anima, per coinvolgerla in un continuo dialogo con la nostra componente fisica, la personalità; possiamo affrontare le prove della vita con l’atteggiamento puramente spirituale, del mistico o del teorico; oppure possiamo farlo come personalità, pragmatici, concreti, senza però riuscire a vedere il disegno più grande; in entrambi i casi i nostri tentativi sono destinati a fallire! L’unica soluzione è la collaborazione tra Spirito e Materia, tra Logos e Metis (se avete letto gli articoli precedenti sapete a cosa mi riferisco).

Con questo primo articolo introduttivo non si vuole certo esaurire un argomento così vasto e complicato; diciamo però che la conoscenza del quinconce è la premessa necessaria per l’approfondimento delle dinamiche interne al triangolo-Yod, che svilupperemo nella seconda parte. Continua a seguirmi, Anima curiosa!

A presto e buona vita!

Venere in congiunzione con Giunone dal 1 settembre al 10 ottobre

Buongiorno Esseri di Luce, il pianeta Venere termina il proprio andamento retrogrado il 4 settembre e, riprendendo il moto diretto, si ritrova in compagnia di Giunone; la loro congiunzione ha inizio il primo giorno di settembre e dura fino al 10 ottobre. Quando un’energia secondaria è congiunta al suo pianeta di riferimento, Venere appunto, la sua influenza ne risulta enormemente accresciuta e la sua efficacia si eleva alla massima potenza; per i prossimi quaranta giorni Giunone è Venere e Venere è Giunone .

Durante la seconda metà di questa congiunzione, precisamente dal 18 settembre, anche Marte si unirà a questo legame, ma precedendo le due Dee di sessanta gradi (con una tolleranza massima di due gradi); avremo infatti il transito di Marte nella Bilancia, in sestile con Venere-Giunone, e le implicazioni di questa relazione sono notevoli.

Secondo le regole del Galateo, quando un uomo e una donna si recano in un locale, ad esempio un ristorante, è sempre l’uomo ad entrare per primo; in questo caso la cavalleria cede il passo a un bisogno di carattere pratico, ovvero è compito e dovere dell’uomo assicurarsi che l’ambiente nel quale si sta per entrare sia libero da pericoli. Per questo motivo è ovvio che è la forza di Marte la prima energia che deve avanzare, mentre la bellezza di Venere segue, una volta verificato che tutto sia a posto.

Ebbene, ritroviamo la stessa dinamica anche nello Zodiaco, proprio grazie a questi transiti: Marte-maschile conduce con determinazione, Venere-femminile segue con grazia; del resto, questo avviene anche se consideriamo i primi due segni dello Zodiaco: Ariete, governato da Marte, seguito da Toro, governato da Venere, niente di nuovo sotto il Sole, direte voi…

In realtà, in questo periodo assistiamo a un doppio scambio energetico, estremamente intenso. Da un lato, Venere e Giunone transitano in un segno di Fuoco, il Leone, dove Marte è in esaltazione; dall’altro, Marte si trova in Bilancia, che è a tutti gli effetti il domicilio primario di Venere, ed essendo il settimo segno zodiacale è anche in sintonia con la settima casa, domicilio simbolico di Giunone. Questo sestile, nei giorni in cui il Sole passa dalla Vergine alla Bilancia, ovvero da un segno passivo a uno attivo, è attraversato da una corrente molto forte, di simbiosi, tra maschile e femminile.

In esso ritroviamo le peculiarità di uno dei Sette Spiriti davanti al Trono di Dio (conosciuti anche come i Sette Raggi); in particolare siamo in presenza di un legame con l’energia di Quarto Raggio, conosciuta con il nome di “Armonia tramite Conflitto”. Ebbene, è esattamente la condizione che vediamo in questo sestile, nel quale il Conflitto (Marte, il Dio della Guerra) precede l’Armonia (Venere, la Dea dell’Amore). Questa è un’energia che, secondo i testi esoterici, ritornerà in manifestazione in tutto il mondo lentamente a partire dal 2025, anche se per noi, popolo italiano, è un’energia che sentiamo “nostra” nel senso che il raggio della personalità della nazione Italia è proprio il Quarto, conosciuto anche con il nome di Raggio della Bellezza e dell’Arte; del resto, il patrimonio artistico italiano non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

Possiamo utilizzare questi quaranta giorni per dare una prima occhiata a quel futuro, che stiamo creando, nel quale, le polarità opposte, maschile e femminile, dovranno fondersi e imparare a collaborare; i fatti di cronaca di questi giorni e le violenze di un gruppo di maschietti, la cui sensibilità non è ancora stata risvegliata, nei confronti di una singola donna, ci fanno capire che la strada in tal senso è ancora lunga e tortuosa.

Giunone, il simbolo del matrimonio in tutte le forme, con la sua propensione ad incentivare le relazioni, può essere proprio l’energia giusta per disinnescare questo perpetrarsi di violenza e incomprensione e per invertire consapevolmente la rotta.

E tu, Anima in continua evoluzione, stai lavorando attivamente, per ridurre il Conflitto esistente dentro di te e per elevare la tua Armonia interiore?

A presto e buona vita!