Hybris

Buongiorno Esseri di Luce,

Hybris è un asteroide della fascia principale, scoperto nel 1897, dal diametro medio di circa 33 km. Il suo nome è dedicato all’Hybris, un concetto contrapposto alla Giustizia (Dike) nella mitologia e nella letteratura greca.

Hybris è un tema ricorrente che descrive una qualità della personalità di estremo o eccessivo orgoglio, pericolosa ed eccessiva sicurezza, e spesso è sinonimo di arroganza. Si riferisce in generale a un’azione ingiusta avvenuta nel passato, che produce conseguenze negative sulle persone e sugli eventi del presente. Possiamo affermare che “chi semina vento raccoglie tempesta”.

Al termine Hybris viene spesso associato quello di Nemesis, che è la sua “conseguenza”: significa infatti “vendetta degli dei” e si riferisce alla punizione giustamente inflitta dagli Dei a chi si era macchiato di Hybris, o comunque a una conseguenza negativa inevitabile per cui qualcuno, anche nelle generazioni successive, dovrà pagare un prezzo. Le colpe dei padri ricadono sui figli!

La tragedia evidenzia e condanna la Hybris, ma non offre indicazioni precise per evitarla, in quanto “la consapevolezza che un atto costituisce Hybris si può acquisire solo dopo averlo commesso e dopo averne subito le conseguenze”. Nel linguaggio giuridico, Hybris riflette un’azione delittuosa oppure un’offesa personale compiuta “allo scopo di umiliare”, il cui movente è dato dal piacere, dall’orgoglio di sé che l’autore dell’atto trae dalla malvagità dell’atto stesso, mostrando la sua superiore forza sulla vittima. Questa è una magnifica spiegazione del concetto di karma e del perché essere consapevoli delle conseguenze sia fondamentale.

Degno di nota è anche il concetto di “invidia degli Dei”. In molte tragedie, infatti, essa costituisce lo sviluppo narrativo che porta come conseguenza al commettere un atto di Hybris e, di conseguenza, essere un Hybristes, ossia colpevole di tracotanza.

Una giustificazione per la presenza di tale “colpa” (un termine che ha sempre un’accezione negativa) è quella di collocare la sua origine nella natura umana, in quanto anello di congiunzione fra il regno animale e le divinità. Ciò implica che l’uomo ha l’imperativo di non cercare di rendere sé stesso “divino” attribuendosi prerogative dello status superiore, così come pure deve evitare di cadere in una condizione animalesca. In entrambi i casi, se esce dai limiti del suo status, può incorrere nel peccato di Hybris. Ciò accade, ad esempio, nel racconto di Icaro, colpevole di aver voluto cercare di raggiungere una condizione di sola prerogativa divina (cioè volare fino a raggiungere il Sole), quindi punito dagli stessi Dei per la sua Hybris. Un altro esempio notevole è rappresentato da Prometeo, il quale, dopo aver rubato il Fuoco Sacro agli Dei per farne dono agli esseri umani, viene incatenato da Vulcano sotto lo sguardo attento di Mercurio (lo vediamo nell’immagine in questo articolo).

Hybris, entrato nel segno della Vergine il 27 giugno, vi rimarrà fino al 12 settembre. L’estate appena iniziata, pertanto, sarà una stagione nella quale questo principio idealmente dovrebbe stimolare un’attenta analisi e lavorare dentro ciascuno di noi, nella profondità della Materia, nel buio della grotta, laddove risiede la parte più splendente, che ha bisogno solo di un cenno per risvegliarsi. San Paolo diceva “Cristo in noi, Speranza di Gloria” e questa affermazione rappresenta benissimo il segno della Vergine.

Coraggio, Anime risvegliate, al lavoro! L’autunno sarà la stagione del raccolto anche e soprattutto per chi, durante l’estate, avrà cura di elaborare i principi morali e trovare le proprie verità, a discapito di quelle “facili”, fornite in gran quantità dal mondo esteriore.

A presto e buona vita!

Nemesis

Buongiorno Essere di Luce,

Nemesi è un grande e scuro asteroide della Fascia principale e fu scoperto il 25 novembre 1872 da James Craig Watson dal Detroit Observatory dell’Università del Michigan ad Ann Arbor; pochi giorni dopo, il 5 dicembre 1872, fu osservato anche da Alphose Louis Nicolas Borrelly dalla città di Marsiglia. Fu battezzato così in onore di Nemesi, una figura della mitologia greca.

Secondo alcuni Nemesi è la figlia della Notte e dell’Erebo (l’oscurità, le tenebre) e la personificazione della vendetta degli dei. Nemesi provvedeva soprattutto a metter giustizia ai delitti irrisolti o impuniti, distribuendo gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte.

A volte il termine viene erroneamente usato con il significato di Nemico, che deriva invece dal latino Inimicus (con un’etimologia del tutto distinta) che indica il nemico specifico di un eroe. Nell’immaginario collettivo la parola Nemesi viene attribuita al cattivo per eccellenza o per antonomasia, che rappresenta in maniera distorta, ma perfettamente speculare, l’eroe. A differenza degli altri cattivi, la nemesi di un personaggio rappresenta il lato oscuro del protagonista creando in questo modo un legame ambiguo. Un esempio è il rapporto malsano che c’è tra Batman (un eroe guidato dalla volontà di perseguitare i cattivi, ma sempre avvolto da un alone di mistero e di oscurità) e Joker (il quale invece, sempre vestito di colori vivaci, è guidato dal caos e sembra privo di scrupoli e di principi morali).

Il nome di Nemesi, in realtà, deriva dal greco némō, il cui significato è “distribuire”, e fu il nome della Dea della “Distribuzione della Giustizia”; Nemesi significa Distribuzione del Fato, intesa come Giustizia Compensatrice o Riparatrice, o anche come Giustizia Divina. Oggi questo termine si usa anche per indicare una sopraggiunta situazione negativa che si manifesta immediatamente dopo un periodo particolarmente fortunato, sempre come atto predestinato alla compensazione. L’idea che soggiace a questa interpretazione è quella di un mondo che risponde, in ultima analisi, a una LEGGE DI ARMONIA SUPERIORE, per cui il bene deve essere compensato dal male in egual misura ed entrambi sono le due facce di una stessa medaglia.

Non esiste una Dea corrispettiva nella Religione romana che invece ereditò la Dea Dike, l’attuale Iustitia, intesa come Dea della giurisdizione e della giustizia regolamentata, molto più simile al concetto di legge umana, con la benda sugli occhi e la bilancia in mano; tuttavia i Romani dedicarono a Nemesi un’ara sul Campidoglio, dove i soldati erano soliti deporre una spada prima di partire per la guerra.

Secondo un’altra versione, Nemesi è la figlia di Oceano e Notte, la quale viene posseduta da Zeus nel tempio di Ramnunte e genera un uovo; da questo uovo, raccolto e consegnato a Leda, usciranno Elena e i Dioscuri, Castore e Polluce. Questa ultima versione ci indica chiaramente il domicilio astrologico di Nemesi nel segno dei Gemelli ed è per questo che la relativa carta dei Tarocchi egiziani è presente nell’articolo.

In questi giorni Nemesis si trova proprio a transitare nel segno dei Gemelli ed entrerà nel segno del Cancro il 23 luglio. Perciò abbiamo la particolare confluenza di due energie, complementari tra loro: la giustizia umana, Dike, domiciliata nel segno del Capricorno, oggi si trova in esilio nel segno del Cancro, mentre la Giustizia Divina invece si trova esattamente nel suo domicilio specifico, dal quale può risultare, nelle vicende umane, molto incisiva e determinante.

Ad ogni modo, Anima in cammino, resta sempre attenta alle sottigliezze, cercando di interpretare al meglio la notevole differenza tra il concetto di giustizia e quello di vendetta. La figura presente in questo articolo porta con sé una clessidra, simbolo del tempo che inesorabilmente scorre, sistemando tutte le questioni. Lasciamo fare al Divino e soprattutto cerchiamo di fluire con il corso degli eventi, senza farci coinvolgere in situazioni di bassa frequenza vibratoria.

A presto e buona vita!