Aletheia e il velo dell’Ill-us-i-one

Aletheia è una parola greca che può essere tradotta come dischiudimento o rimozione del velo. Il significato letterale è «lo stato del non essere nascosto, essere evidente».

Aletheia è anche il nome di un asteroide della fascia principale, scoperto nel 1886, dal diametro medio di circa 179 km; attualmente sta transitando nel segno del Cancro ed entrerà nel segno del Leone il 27 luglio, e in prospettiva di questo evento diventa interessante studiare la sua funzione astrologica.

Fu Martin Heideggerr a rinnovare l’attenzione verso il concetto di aletheia, in relazione alla nozione di rivelazione o verità; col tempo però modificò la sua interpretazione:

«L’Aletheia, pensata come “Ciò che precondiziona qualsiasi luce e ombra, consentendo a entrambe di essere tali”, non è ancora la verità. È dunque l’Aletheia qualcosa di meno della verità? O è qualcosa di più, poiché soltanto essa concede la verità come 
corrispondenza tra realtà ed intelletto?» …Perciò non era appropriato, anzi poteva indurre in errore, chiamare l’Aletheia nel senso della “verità”.»
(Tempo ed essere)

Heidegger dà un’analisi etimologica del termine a – letheia, il quale, in quanto composto dalla a (privativa) + “oscuramento”, vuol dire «eliminazione dell’oscuramento», o appunto «disvelamento». In altre parole la Ri-velazione (Apocalisse) si può manifestare solamente come conseguenza della rimozione del velo.

Così, Aletheia è distinta dalla concezione di verità, intesa come corrispondenza e coerenza, ma la sua manifestazione è la condizione necessariamente pre-esistente per il conseguimento di entrambe, come rivelatrici dello stato delle cose nella realtà.

L’immagine presentata in questo articolo raffigura due carte dei Tarocchi Egiziani, rispettivamente chiamate “la Papessa” e “l’Imperatrice”; dai loro nomi si comprende che indicano un ordine di manifestazione, nel quale il potere spirituale precede quello temporale. Questa è una costante nell’universo conosciuto, poiché la Vita arriva dall’alto. Esse sono relazionate a due segni zodiacali, indicati nei circoletti azzurri; sono anche conosciuti con il nome suggestivo di Iside Velata e Iside Svelata, fornendoci in maniera inequivocabile l’indicazione precisa di quale possa essere il Domicilio di quell’energia cosmica e spirituale, portata in manifestazione dall’asteroide denominato Aletheia, ovvero la cuspide tra i segni zodiacali della Vergine e della Bilancia.

Aletheia farà il suo ritorno in questo punto di svolta il 26 agosto 2024; l’auspicio è che entro quella data, gran parte della popolazione mondiale avrà maturato la consapevolezza che è necessario “rimuovere il velo” collettivamente. Fino all’estate dell’anno prossimo Aletheia, entrando e uscendo ripetutamente dai segni del Leone e della Vergine, con il suo moto ora diretto, ora retrogrado, contribuirà a stimolare la curiosità nelle menti e la passione spirituale nei cuori delle persone che ancora sono “velate dall’illusione”. Ma questa è una fase di transizione che prevede molti passaggi intermedi, che verranno approfonditi volta per volta nei prossimi articoli.

Il momento del risveglio globale ormai è alle porte e tu che stai leggendo, Anima in cammino, se hai già intuito e compreso quello che sarà, hai il compito di mostrare la Via che conduce ad un Futuro Glorioso anche agli altri Esseri!

A presto e buona Vita!

Vesta e la Vestalia

Buongiorno Esseri di Luce,

in questo articolo approfondiamo la conoscenza di Vesta, il Fuoco dell’Anima. Il suo simbolo astrologico ricorda un braciere stilizzato dal quale si solleva una fiamma.

Vesta, la dea del focolare domestico, era venerata pubblicamente nel tempio a lei dedicato, i cui resti sono ancora visibili nel Foro romano, e anche privatamente, in ogni casa romana.

Il primo marzo, giorno del Capodanno romano, il Fuoco Sacro nel tempio di Vesta veniva spento e subito riacceso, con una cerimonia di rinnovamento; il parallelo con il transito di Vesta sull’Ascendente, il punto in cui riprende il giro delle dodici case astrologiche, all’interno del Tema Natale, è ovvio: si tratta di una nuova linfa di Vita che ci consente di cominciare, oppure di proseguire, il lavoro di risveglio della coscienza con rinnovato spirito di iniziativa.

La dea Vesta veniva celebrata nelle Vestalia, che si svolgevano nella settimana che va dal 7 al 15 giugno; la pubblicazione di questo articolo, in data 7 giugno 2023, è proprio per ricordare e onorare l’antica celebrazione. Il primo giorno era dedicato all’apertura annuale del tempio per i riti sacrificali.

Il suo culto pubblico consisteva nel mantenere sempre acceso il fuoco sacro nel tempio a lei dedicato, compito affidato alle vestali, le sacerdotesse del tempio, le quali erano vergini, ma nel senso più ampio che questo termine esprime, ovvero disciplinate, rigorose, solenni, pure e di elevata caratura morale ed etica.

In una delle sue raffigurazioni più tipiche la Dea indossa una lunga stola e tiene in mano uno scettro e una torcia, il simbolo del fuoco. Vesta, dea del focolare, era spesso associata a Vulcano, il dio del fuoco. In Astrologia Vulcano è indicato come il governatore esoterico del segno del Toro, ma è presente anche, velato dalla Luna, nel segno della Vergine (un tratto in comune con Vesta e le sue sacerdotesse).

Il culto romano trova corrispondenza in quello greco di Estia, la figlia di Crono (Saturno) e di Rea. In realtà il culto del fuoco viene fatto risalire ad un’antica concezione religiosa naturalista degli Indoeuropei, della quale sarebbe un’ulteriore attestazione il dio vedico Agni (in latino Ignis ovvero Fuoco).

Il fuoco sacro, custodito nel tempio di Vesta a Roma, venne spento nel 391 d.C., per ordine dell’imperatore Teodosio, perché ritenuto un culto pagano, una sorte comune anche all’Astrologia; infatti nel 364 d.C. l’imperatore Flavio Giulio Costanzo aveva già provveduto a proibire tutti i metodi di divinazione, compresa l’astrologia.

Ma i principi morali superiori alla fine trionfano sempre, prova ne è il fatto che oggigiorno assistiamo ad un rinnovato interesse spirituale e ad un risveglio di coscienza inarrestabile.

Anche questo, se capisci cosa intendo, Anima ardente, è la conferma che sotto la cenere, all’interno della brace, la fiamma è sempre presente, anche se in apparente stato di passività, e per riaccendere il tuo Sacro Fuoco, a volte basta veramente una Scintilla!

A presto e buona vita!