Astrologia e Vangelo

Buongiorno Esseri di Luce, ecco un parallelo interessante tra ASTROLOGIA E VANGELO

Vangelo di Giovanni 21,15-19: in verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi.

Questa affermazione esprime perfettamente l’essenza del rapporto esistente in astrologia tra il Sole e l’Ascendente.

Una mia conoscente qualche tempo fa mi ha detto che nella prima parte della vita è la personalità che comanda, mentre nella seconda parte arriva l’Ascendente. Ho riflettuto molto e devo ammettere che c’è un fondo di verità in questa affermazione; semmai la vera questione è capire che cosa si intenda per prima e seconda metà della vita.

Una persona potrebbe rimanere per l’intera esistenza nella prima metà, la gioventù, e quindi manifestare solo la personalità, che in astrologia è sintetizzata dal Sole. In tal caso lo sviluppo psicologico, oppure quello emotivo, o soprattutto quello spirituale potrebbero assestarsi ben al di sotto di una soglia di coscienza degna di questo nome, mentre invecchia solamente il corpo fisico.

Quando la coscienza si risveglia, la personalità decide consapevolmente di lasciare uno spazio di espressione all’Anima, ovvero il Sole cede il passo di fronte all’Ascendente, e questo processo può avvenire a qualsiasi età. L’espressione “quando sarai vecchio” si riferisce a questo conseguimento ed è un modo velato per sottintendere “saggio, consapevole, risvegliato”.

Anche la frase “un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi” assume un significato completamente nuovo: l’Anima porterà la personalità, quella acerba, dove non vuole, ma questo avverrà con la partecipazione, attiva e dinamica, di quella parte di personalità risvegliata, che fa da raccordo tra il giovane e il vecchio, e che nei libri di esoterismo viene spesso indicata con il nome di Discepolo.

Esiste un curioso parallelo tra astronomia e astrologia: tra l’orbita di Marte, l’ultimo dei pianeti del sistema solare interno (il riflesso della personalità), e l’orbita di Giove, il primo dei pianeti del sistema solare esterno (l’espressione dell’Anima) esiste la cosiddetta fascia degli asteroidi. Nei primi anni del secolo diciannovesimo vennero scoperti i quattro asteroidi di dimensioni più grandi, ai quali venne dato il nome di altrettante divinità femminili, ovvero Vesta, Cerere, Giunone e Pallade; oggigiorno sono conosciute e indicate in astrologia come le quattro energie secondarie di Venere.

È importante sottolineare che la loro posizione, la zona di confine tra i pianeti personali e i pianeti generazionali, è perfettamente identica alla posizione del Discepolo, compresa tra la personalità e l’Anima. Diventa perciò fondamentale studiare queste quattro energie, perché sono legate ai quattro punti principali del Tema Natale, ovvero l’Ascendente, il suo opposto Discendente, il Fondo Cielo e il suo opposto Medio Cielo. Questi quattro punti del Tema Natale sono comuni a tutti gli esseri umani, inoltre tutti gli esseri umani si sono incarnati proprio per evolvere e per mettere in relazione esattamente la personalità e l’Anima.

Pertanto, lo studio di un Tema Natale, analizzato in maniera approfondita, non può prescindere dalla considerazione di queste energie di raccordo.

Se volete, Anime in cammino, potete considerare questo articolo come il manifesto di presentazione della spiegazione dettagliata, comprensiva dei transiti e degli aspetti che gli asteroidi formano con i pianeti, che trovate negli altri articoli.

A presto e buona vita!

Vesta incontra Sedna

Buongiorno Esseri di Luce,

dal 14 giugno al 2 luglio Vesta e Sedna si trovano in congiunzione sulla cuspide tra il segno del Toro e il segno dei Gemelli.

Sedna è un planetoide- pianeta nano scoperto nel 2003, situato al di là di Nettuno, e descrive un’orbita molto eccentrica; infatti impiega circa 10.700 anni per compiere un’intera rivoluzione intorno al Sole. Dalla visuale terrestre risulta lento, molto più di Nettuno e Plutone, dando quindi l’impressione di essere praticamente fermo. Il fatto che tra poco cambierà di segno, dal Toro ai Gemelli, corrisponde pertanto ad una svolta epocale e merita un’attenzione particolare. Si chiude un’era e ne comincia una nuova, diversa. Il ventunesimo secolo, come ogni altro, esotericamente ha due punti di svolta al suo interno: uno è l’anno 2025, che sancisce l’ingresso a pieno titolo di tutte le energie innovative del secolo in corso, per l’appunto; l’altro è l’anno 2075, che conduce verso l’uscita di scena delle suddette energie, pronte a farsi da parte con l’avvicinarsi del secolo ventiduesimo. Ebbene, nel 2075 Sedna si troverà al perielio, il punto di minima distanza dal Sole, simbolo e sintesi della personalità. Prendiamo perciò confidenza, per la prima volta, con questa potente energia.

La leggenda di Sedna fa parte della tradizione mitologica presso gli inuit, popolazione del Nord America. Sedna, giovane e bellissima donna, passa molto tempo a curarsi e truccarsi, alimentando una relazione col padre dai risvolti forse morbosi. Sedna non vuole crescere e separarsi dal padre. Secondo una prima versione, questi impone a Sedna di sposare un cane: si crede che gli antenati degli indiani e dei bianchi furono i suoi figli nati da quella unione. A fronte della pressione Sedna obbedisce dunque alla richiesta del padre. In una seconda versione, si presenta un altro essere inferiore, una procellaria, un uccello dalla livrea stupenda. Il padre concede perplesso la figlia al misterioso sposo, ma dopo la separazione ella viene lasciata sola, su un isolotto, ad aspettare il marito, tra la sporcizia e la desolante solitudine. Sedna è avvilita ed è nutrita selvaticamente dal pretenzioso animale e decide di chiamare il padre a riprenderla con sé. Il padre ode il richiamo della figlia e si mette in mare per riportarla a casa. Sedna aspetta a riva esausta e speranzosa. I due si ritrovano e navigano per ore verso casa, ma all’improvviso Sedna vede all’orizzonte una macchia nera. È la procellaria, che vistasi privata della sposa, si vendica e una volta sopra la barca batte le ali con potenza, scatenando una tempesta. Il padre di Sedna terrorizzato fa per riconsegnarla, la getta in acqua, ma Sedna, urlando e piangendo, si aggrappa con le mani sul bordo del kayak, finché il padre sopraffatto dalla paura, ne colpisce le falangi col remo; dalle dita recise si generano foche, balene, trichechi e altri animali. Sedna, privata di appoggio, cala vinta tra i flutti in tempesta.

La separazione dal padre (lo Spirito) e dall’animale (l’Anima) si è finalmente consumata. Sedna, come pura personalità, va incontro al suo destino di Dea del mare e degli abissi.

Sedna, negli abissi diviene potente, una Dea con testa e tronco del corpo di donna e con la parte inferiore del corpo a coda di pesce. Qui trova conferma il fatto che esotericamente i segni zodiacali opposti comunicano tra loro, in questo caso abbiamo la Vergine con il corpo di Pesci, la sirena.

Per gli inuit il mare (Luna) e gli abissi (Nettuno) sono nettamente distinti, per via della banchisa o di una superficie in tempesta, nonché della impossibilità a scendere in profondità; per loro la superficie dell’esperienza è sufficiente per valutarne il significato e i contenuti profondi. Così facendo però si rimane intrappolati nell’inconscio collettivo e nel pensiero di massa, perché la Luna e Nettuno sono i governatori del segno del Cancro.

Per tutti gli Esseri di Luce in cammino verso il ritorno alla Casa del Padre, invece, fermarsi a riva e mantenere un attitudine “superficiale” nei confronti della vita costituisce solo un rallentamento; la discesa in profondità per il recupero delle energie inespresse è un passo assolutamente da compiere!

Sedna nel divenire Dea ha maturato rancore nei confronti dell’umanità, cieca di fronte all’importanza della giovinezza e, quando vuole manifestare la sua ira, lo fa con tuoni, fulmini e violenti temporali, in definitiva increspando la superficie del mare; questa è la rappresentazione simbolica dell’effetto che hanno le emozioni profonde quando emergono per poi “esplodere” nella realtà quotidiana. I cacciatori, per questo comportamento, la temono e per ingraziarsela inviano, tramite rituali sciamanici, un loro messaggero, che prima di ogni richiesta deve strigliare e intrecciare i lunghi capelli neri, che Sedna non può curare da sé, avendo perso le dita. Solo quando Sedna è calma, libera i suoi sudditi animali per permettere agli eschimesi di nutrirsi e sostenere le loro famiglie. Tra gli eschimesi Sedna è conosciuta come “quella lontana e in basso”, come donna delle profondità o colei che non vuole marito.

Le energie di Sedna nel complesso sono un espressione di Nettuno, perché ci troviamo sul fondo del mare, simbolo delle emozioni profonde e inconsce, e di Plutone, perché il condizionamento del padre di Sedna, che la costringe a sposarsi, è un’espressione dell’abuso di potere e del pensiero inconscio con cui Plutone trama nell’oscurità della psiche, corrompendola e manipolandola.

Date le premesse, la congiunzione tra Vesta e Sedna dei prossimi giorni è il momento migliore per portare il Fuoco dell’Anima quanto più possibile in profondità dentro di noi, per scandagliare l’oscurità e l’inconscio nettun-plutoniano, dove ristagna una parte più o meno consistente della nostra energia spirituale inespressa.

L’occasione per ricaricarsi in vista del raggiungimento dei nostri obiettivi, materiali e spirituali (perché nel segno dei Gemelli sono presenti entrambe le realtà) è molto ghiotta, da non lasciarsi sfuggire.

Meditate, Anime sul cammino, meditate e agite di conseguenza!

A presto e buona vita!